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giovedì 2 agosto 2012
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categoria: Attualità
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È stata un’intensa mattinata di
proteste quella vissuta quest’oggi dal Comune di Marano. Due diversi presidi si
sono istituiti a ridosso dell’ingresso della Casa comunale. Le due
manifestazioni avevano motivazioni
diverse ma un denominatore comune, le donne. In piazza Josemaria Escrivà,
entrata nord dell’edificio, si sono stanziate le dipendenti della ditta CEM, il
consorzio appaltatore dei lavori di pulizia dei locali comunali; a corso
Umberto, lato sud del Municipio, erano presenti le mamme e le maestre
dell’asilo nido comunale Piccoli Amici.
Le lavoratrici del consorzio CEM erano in attesa dei risultati dell’incontro, che si stava svolgendo al secondo piano, tra il Commissario Tramonti e il delegato sindacale Luigi Cimmino. La riunione si è conclusa con risultati positivi che lasciano ben sperare per il futuro dei dipendenti della ditta di pulizie. Espresso pieno appoggio morale dal Commissario Tramonti per le ragioni della protesta messa in campo dalle dipendenti, le quali si sono viste decurtare, nel giro di un mese, lo stipendio del 22 per cento. Non è accettabile, ha fatto sapere il Commissario prefettizio, che un accordo di ridimensionamento del contratto d’appalto, pattuito di comune accordo tra l’Ente comunale e la ditta CEM, venga fatto pagare ai lavoratori. Convocato per le prossime ore un nuovo incontro tra la società CEM e la CGIL di Napoli, per discutere i termini del passaggio di cantiere tra la società uscente OMEGA e la ditta subentrante GEPA (entrambe consorziate con il gruppo CEM). Mentre si stava svolgendo il summit voluto dai lavoratori della CEM con il Commissario prefettizio, le mamme e le maestre del nido di via Vallesana, riunite nell’androne del palazzo Municipale, chiedevano, anch’esse, un incontro con il Commissario Gabriella Tramonti, per scongiurare la chiusura dell’asilo comunale. Secondo la cooperativa sociale Dedalus, che nel 2006, in collaborazione con il Comune, diede vita al centro comunale dell’infanzia, l’Ente comunale non farà il bando di assegnazione dell’asilo nido che scade a settembre. Il blocco dell’attivazione del bando sarebbe provocato dalla mancata approvazione del Piano sociale di zona (si attende il via libera della Regione) e dalla conseguente impossibilità di preparare il nuovo capitolato d'appalto. Le mamme, accompagnate dai loro bambini, hanno fatto un’intensa opera di volantinaggio all’interno e all’esterno del Municipio, per sensibilizzare la cittadinanza auspicando che il centro non chiuda i battenti. |
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di Redazione
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