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venerdì 20 luglio 2012
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categoria: Attualità
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Marano non ha un piano di emergenza
comunale ufficiale: è stato richiesto dall’Ufficio comunale di protezione
civile e da organi sovracomunali (Dipartimento nazionale della protezione
civile e Prefettura). Ma, a tutt’oggi, a causa dell’instabilità politica che ha
investito la città da diversi anni, non è mai stato varato alcun piano:
dovrebbe essere approvato da una delibera di giunta, dato che l’autorità locale
di Protezione civile è il Sindaco (o il Commissario straordinario).
Per fronteggiare le eventuali calamità sul territorio deve essere seguito il “metodo Augustus”: chiamato così in memoria dell’imperatore Augusto, il quale sosteneva che “il valore della pianificazione diminuisce con la complessità dello stato delle cose”. Quindi tutto si deve basare sulla semplicità e flessibilità. Questo metodo prevede tre fasi: prima su tutte, la definizione dello scenario e l’area che deve essere sottoposta a pianificazione; successivamente, l’individuazione dei rischi peculiari all’area in questione; infine il dispositivo “chi fa? Che cosa?”. Quest’ultima fase avviene, per ogni Comune, attraverso l’individuazione di 11 Funzioni di Supporto (servizi tecnico scientifici, materiali e mezzi, sanità, trasporti etc.). Marano è completamente sprovvista dei responsabili delle Funzioni di Supporto che devono essere individuati nell’ambito dell’Ufficio tecnico, Polizia Municipale, ASL, servizi sociali e Segreteria generale. Da diversi mesi il comando di Polizia municipale, responsabile dell’Ufficio di Protezione civile, ha inviato all’Ente la richiesta per l’individuazione di tali responsabili, ma non vi è stata alcuna risposta. La pericolosità di una tale instabilità programmatica è ulteriormente aggravata dal ruolo primario che Marano ha nell’ambito della gestione delle emergenze nell’hinterland partenopeo. In caso di un’emergenza provinciale o regionale, cioè quando la gestione dell’emergenza richiede il coordinamento di iniziative tra più Comuni o tra più aree coinvolte da un evento calamitoso, vengono attivati i COM (centri operativi misti). Marano è un Comune “capofila” del COM. Questo vuol dire che l’unità di crisi (dislocata in caso di emergenza, presso il comando di Polizia municipale) deve coordinare non solo gli organi operativi cittadini, ma anche quelli di dieci città limitrofe della provincia nord di Napoli. |
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di Redazione
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