Ansia per il piccolo Giuseppe, assistenza sanitaria di nuovo a rischio. Colpa di un buco di 12mila euro

Ansia per il piccolo Giuseppe, assistenza sanitaria di nuovo a rischio. Colpa di un buco di 12mila euro

Giugliano. Rischia di finire di nuovo senza assistenza sanitaria Giuseppe, il piccolo di sei anni investito a Formia e “bloccato” al bambin Gesù di Roma per due anni. Il Tribunale di Napoli Nord ha infatti bocciato il ricorso in via cautelare che la famiglia aveva presentato, il 23 febbraio scorso, di fronte alla mancata risposta dell’ASL alle richieste di assistenza. Il giudice ha respinto l’istanza perché, proprio per il provvedimento in seguito concesso dall’autorità sanitaria campana, sotto la pressione dei media, il “periculum in mora” per il bimbo non sussisterebbe più.

La determina. Ma proprio a distanza di poche ore dalla sentenza del giudice, depositata stamattina, l’ASL avrebbe annunciato che l’ordinanza che concede l’assistenza H24 sarà revocata. Motivo? Economico e legislativo. Dal 30 marzo l’ASL non pagherà più la ditta che garantisce l’assistenza domiciliare al piccolo Giuseppe. A confermarlo una determina dirigenziale. Il budget a disposizione dell’ente sanitario non riuscirebbe a “coprire” le spese necessarie al sostegno domiciliare del bimbo per circa 12mila euro. 12mila euro mancanti che metteranno in pericolo la vita di Giuseppe.

Il buco normativo. Ma c’è un altro buco che rischia di far saltare i macchinari dell’ossigeno del bimbo giuglianese. Ed è un buco normativo. L’assistenza H24 per i casi come quello di Giuseppe non è tecnicamente prevista dalla delibera di giunta regionale 41 del 2011. L’assistenza full time è prevista solo per i malati terminali e quelli oncologici. Fino ad oggi la norma era stata applicata per analogia anche ad altre situazioni di malattia. A seguito della decisione del giudice del Tribunale di Napoli Nord che ha bocciato il ricorso cautelare dei familiari del piccolo, ora le autorità sanitarie, però, come denunciato dall’avvocato di famiglia Luigia Martino, avrebbero deciso di applicare la normativa regionale in maniera ferrea, senza ricorrere all’applicazione analogica, laddove la stessa legge consentirebbe di derogare a questa regola per casi eccezionali. Risultato: Giuseppe, e i pazienti che si trovano in situazioni come la sua e che non sono “coperti” dalla normativa regionale, saranno privati dell’assistenza H24.

L’emendamento salva-Giuseppe. Un guazzabuglio normativo e burocratico al quale potrebbe porre rimedio soltanto il governatore Vincenzo De Luca. Per correre ai ripari, il governatore potrebbe introdurre un emendamento ad hoc alla normativa sanitaria che legittimi la concessione dell’assistenza sanitaria H24 pure a chi, come Giuseppe, non rientra nella categoria dei malati terminali o oncologici.

La smentita. Dall’ASL intanto arriva, per adesso, una secca smentita. Le preoccupazioni dei familiari sarebbero infondate e l’assistenza, così come previsto dall’ordinanza ancora in vigore, sarà garantita ben oltre il 30 marzo, fino ad un mese dal parto della madre. Sarà così? Intanto i familiari si mobilitano. Mercoledì prossimo è prevista una fiaccolata nell’hinterland. Dovrebbero essere coinvolti gli amministratori locali di tutte le città del comprensorio giuglianese. Nella speranza che questo aiuti a non spegnere i macchinari del piccolo Giuseppe.

Di Marco Aragno