Agguato al figlio del boss, lui su Facebook: “Infami, mi avete solo graffiato”

Agguato al figlio del boss, lui su Facebook: “Infami, mi avete solo graffiato”

Napoli. Una sfida, un segnale a chi ha provato ad ucciderlo. Senza timori. Anzi. Sono queste le nuove leve dei clan. I giovani che usano e amano la tecnologia e che attraverso i social mandano segnali ad amici e nemici. E ieri il giovane figlio del boss emergente dell’area Flegrea, Alessandro Giannelli (arrestato da latitante il 9 febbraio sull’autostrada in direzione Roma mentre cercava di allontanarsi da Napoli), dopo che domenica sera era rimasto ferito in un agguato in via Cavalleggeri d’Aosta ha postato sul suo profilo Facebook una foto dal letto dell’ospedale con il dito medio alzato e  la scritta sotto “Massa di infami, mi avete solo graffiato ma noi cammineremo sempre a testa alta mentre voi la testa alta l’avete solo quando camminate con gli infami come voi”. Un messaggio che si commenta da solo.

Il ferimento di cui è rimasto vittima il 17enne è il segnale ulteriore della guerra in atto nell’area che va da Bagnoli fino a Pianura e Soccavo passando per il rione Traiano e che vede coinvolti da una parte i vecchi boss come i Pesce-Marfella-Foglia e dall’altro la nuova e potente alleanza tra i Romano-Lago-Sorianiello- Giannelli. Quattro colpi alle gambe per il 17enne.

Un avvertimento. Un segnale inequivocabile. Secondo quanto da lui stesso dichiarato  alle forze dell’ordine, si trovava in via Cavalleggeri d’Aosta, nei pressi del bar gestito dal nonno.I sicari sarebbero arrivati in sella a uno scooter bianco e avrebbero cominciato a sparare colpendolo alle gambe. Sempre secondo quanto da egli stesso dichiarato si sarebbe rifugiato all’interno del bar nonostante fosse rimasto ferito senza vedere chi aveva fatto fuoco. Poi il ricovero all’ospedale San Paolo.

Ma il suo racconto fa acqua da tutte le parti in quanto la polizia scientifica sul posto indicato come luogo dell’agguato non ha trovato tracce ematiche, ne bossoli tantomeno tracce di sangue. Cosa invece che la scientifica ha rilevato sul suo Honda SH con una pallottola conficcata nella carena posteriore. Ora la squadra mobile proverà a fargli dire cosa e soprattutto dove è realmente accaduto. Intanto il 17enne ha lanciato la sfida ai suoi mancati sicari.

Fonte: Cronachedellacampania.it