Agguato a Melito, si indaga nel mondo della droga

Agguato a Melito, si indaga nel mondo della droga

La madre lo ha ritrovato a terra, agonizzante. La gamba sinistra che sprizzava sangue. Pochi attimi di paura prima di trasportarlo a casa sua, in via Praga, e infine al pronto soccorso dell’ospedale San Giuliano di Giugliano. Tommaso Caporrimo, giuglianese, è stato ferito ieri sera da un colpo di pistola. Ha perso tanto sangue da far pensare, in un primo momento, che fosse in fin di vita. Operato questa notte nel nosocomio di via Basile, è fuori pericolo.

Ma chi è Tommaso Caporrimo? Perché è stato gambizzato? E da chi? Gli investigatori indagano per fare luce su movente e attentatori. Caporrimo, classe ’76, è stato colpito a Melito in via Salvatore di Giacomo, nei pressi della piazza di spaccio del rione 219. Nel 2012 fu arrestato per droga. E proprio la droga è la pista battuta dalle forze dell’ordine. Non si esclude che il pusher sia coinvolto in fatti di camorra. Melito è la roccaforte degli Amato-Pagano: Caporrimo potrebbe essere stato il bersaglio di un atto intimidatorio o di una vendetta da parte del clan per arginare atti di ribellione o ambizioni di potere.

Tutto è da chiarire. Un’altra pista seguita dagli investigatori porta dritto al fallito agguato compiuto a Mugnano il 10 dicembre scorso in via Quasimodo. In quell’occasione il bersaglio fu un luogotenente degli Amato-Pagano e l’episodio fu ricondotto nell’ambito della faida interna al clan, già oggetto di una spartizione del territorio e di una divisione tra gli Amato, ormai egemoni a Melito, e i Pagano, confinati a Mugnano. Probabile che la gambizzazione di Caporrimo sia stata una risposta all’agguato di via Quasimodo.