Afragola, omicidio Caputo: le mani della camorra sulla TAV

Afragola, omicidio Caputo: le mani della camorra sulla TAV

Prende sempre più corpo la matrice camorristica nell’agguato ai danni di Salvatore Caputo, il 73enne freddato ad Afragola tra via Croce e via Foscolo, due giorni fa. Dal suo passato emergono almeno due precedenti che lo ricollegano ai clan della zona: nel 1983 riuscì a sfuggire a un agguato. Nel 1989 fu eletto assessore al Comune durante la sanguinosa faida tra il clan Moccia e i Magliulo.

Il suo ruolo sarebbe stato quello di colletto bianco della camorra. Un’eminenza grigia su cui si addensano tanti sospetti. La pista seguita dagli investigatori porta all’enorme affare della TAV di Afragola, la stazione “Le Porte di Napoli”, il business da 100 milioni di euro finanziati dalle Ferrovie dello Stato per le opere compensative che dovranno essere realizzate intorno alla struttura.

L’amministrazione comunale ha in corso le procedure amministrative per gli appalti sulla sistemazione urbanistica di due quartieri, il Saggese e San Marco, sventrati per la realizzazione della stazione Tav. Salvatore Caputo, secondo quanto rivela Il Mattino, si era già mosso, incontrando alcuni imprenditori di Afragola interessati all’assegnazione degli spazi nella galleria commericiale che ospiterà negozi, bar e ristoranti. È questa la prima ipotesi sul movente dell’omicidio di via Foscolo.