Marano, si torna in aula oggi con la mozione di sfiducia al presidente del Consiglio. La minoranza sarà presente dopo due mesi di assenza

Marano, si torna in aula oggi con la mozione di sfiducia al presidente del Consiglio. La minoranza sarà presente dopo due mesi di assenza
Si torna in aula consiliare oggi con l’attesa seduta che sancirà il ritorno delle forze di opposizione, sull’Aventino da circa due mesi, tra i banchi del civico consesso. E’ questo il dato politico più interessante di una seduta che, per il resto, non dovrebbe riservare grosse sorprese. Qualche fuoco d’artificio andrà in scena con ogni probabilità durante la discussione sulla mozione di sfiducia al presidente dell’assise, Angela Di Guida, accusata di aver violato il regolamento comunale in occasione della seduta dello scorso 9 settembre.
L’esito della votazione, tuttavia, appare alquanto scontato: i numeri – almeno quelli sulla carta – sono tutti a favore della giovane presidente, che qualche settimana fa era stata invitata dal prefetto di Napoli a fornire le proprie controdeduzioni sui fatti del 9 settembre. Il caso è dunque finito sulla scrivania del prefetto Musolino, che ad oggi tuttavia non ha ancora tirato le sue conclusioni. Il tutto potrebbe risolversi con un richiamo formale, con l’invito ad abbassare i toni della contesa, rivolto ad entrambe le parti in causa, o con qualche altro provvedimento. Fatto sta che da oggi l’opposizione torna in aula e, a meno di clamorosi colpi di scena, si tratta di un rientro che segna anche la fine della protesta.
Più che sull’esito del voto sulla Di Guida, che il 9 settembre commise un errore forse dovuto all’inesperienza, sarà interessante capire oggi come si muoverà la minoranza. L’asse tra l’Altra Marano, il Pd e qualche indipendente regge ancora, ma è pur vero che le aspettative erano ben altre. Poco è stato fatto in questi due mesi per mettere alle corde una maggioranza che, seppur ricompattata e dopo un’inutile e ridicola crisi politica (la montagna non ha partorito nemmeno il classico topolino), potrebbe essere attaccata e con vigore su tantissime questioni.
Un solo manifesto in due mesi, tra l’altro nemmeno riuscitissimo; nemmeno una parola sulla questione quote rosa (ne mancano all’appello due), né tanto meno sulle inesattezze riportate dall’amministrazione nel manifesto “La verità dei conti” (l’Irpef è stata ridotta dello 0,05 per cento e non dello 0,5), né una parola sulla questione refezione scolastica o sull’ormai annoso e spinoso problema delle case popolari e dei tanti indigenti che quotidianamente si recano al Comune per ottenere dignità e diritti.