“Le Iene” e il terreno interdetto, la replica dei commissari

“Le Iene” e il terreno interdetto, la replica dei commissari

Ha scatenato un polverone il servizio delle Iene sulla terra dei fuochi che ha visto Giugliano protagonista. Ma dopo la confusione, proviamo a fare un po’ di chiarezza.

IL TERRENO INTERDETTO – Il terreno sotto i riflettori è un campo in zona Masseria del pozzo, rientrante nella cosiddetta area vasta, interdetto alla coltivazione ad uso alimentare il 28 novembre del 2013. La commissione straordinaria, a seguito della caratterizzazione fatta dall’istituto superiore della sanità, aveva infatti provveduto al divieto di coltivazione perché erano stati trovati, a diverse profondità, rifiuti speciali pericolosi e non. A luglio Le Iene si sono recate sul posto e hanno constatato che il terreno fosse in realtà ancora coltivato di pesche e fagiolini. Recatasi al comune, la giornalista Nadia Toffa, ha posto la questione ai commissari che in giornata hanno provveduto all’ulteriore sequestro del campo, dove ancor’oggi ci sono i sigilli.

LA REPLICA DEI COMMISSARI- Il servizio però, secondo la triade commissariale, è scorretto. Secondo Giombini, infatti, “Confonde il problema terra dei fuochi con il divieto di coltivazione o ancora la questione roghi tossici. Noi abbiamo ottemperato ai nostri doveri sin da subito emettendo l’ordinanza di interdizione – ha detto – che poi ci siano delle difficoltà in un comune sciolto per infiltrazioni camorristiche ad essere efficienti nel far rispettare le ordinanze è comprensibile”. Dello stesso avviso il commissario Colucci. “Dal servizio i colleghi sono stati dipinti come i responsabili dello scempio – ha dichiarato – Ci siamo attivati in tempo al fine di evitare che frutta e ortaggi arrivino al consumatore. Questo processo di sversamenti incontrollati è iniziato 35 anni fa. Oggi stiamo cercando di mitigare questo stato di degrado. Sarebbe preferibile una rettifica del servizio” conclude Colucci.

PROROGA – Infine, l’interdizione di quei terreni è prevista per 12 mesi. A breve dunque dovrebbero arrivare degli ulteriori risultati di analisi per sapere se prorogare o meno il sequestro.