Mertens è un invito all’ateismo, Higuain un leader incontenibile. Il Napoli risorge e batte lo Sparta Praga

Mertens è un invito all’ateismo, Higuain un leader incontenibile. Il Napoli risorge e batte lo Sparta Praga

Il Napoli riparte dall’Europa League, rimonta il goal subito dallo Sparta Praga e si riprende gli applausi, meritatissimi, dello stadio.
Una serata positiva anche per Higuain, che va a segno su rigore dimenticando subito l’errore dagli 11 metri contro Bardi e gioca con grinta e determinazione, e Mertens, autore di una spendida doppietta che incanta il San Paolo.
Partita molto carina anche se pregna di errori da oratorio, cominciata malissimo per il Napoli che si fa mettere sotto dalla squadra di Lavicka e subisce l’1-0 per mano di Husbauer. Il San Paolo è gelato, nonostante la temperatura bassissima dei 15mila presenti, poi Hamsik sale in cattedra ed incanta, prende una traversa clamorosa ed apparecchia per il rigore di Higuain che nella stessa porta, nello stesso angolo di domenica, imbuca nell’angolino con un penalty perfetto.
Lo Sparta comincia a fare gioco, Costa a sinistra corre tantissimo ma ha una tecnica terrificante che grazia gli azzurri mentre Mertens ed Hamsik tengono in costante apprensione Kadarebek, costringendo il terzino ceco a rimanere bloccato in difesa ma il risultato è sempre di 1-1.

Ad Higuain questo non sta bene ed allora da grande campione qual è prende palla, supera un avversario, ne supera poi un altro e mette al centro, movimento a tagliare inzaghiano di Mertens e 2-1 per il Napoli. Rimonta completata.
Il Napoli non si placa ed ancora Mertens segna di testa, invece no. Il belga schiaccia in porta con la mano in maniera evidente. Nonostante le proteste viene ammonito, inevitabile.

Se la Mano de Dios non si vide, quella del Red Devils belga c’è e si vede benissimo, non solo in occasione del gol annullato, ma soprattutto sul 3-1. Dribbling ubriacante in area di rigore dopo una finta, serpentina in mezzo a due e tiro sul primo palo. Il povero portiere ceco non può nulla.

 

Il goal di Mertens è un invito all’ateismo che fa dimenticare il Chievo ed anticipa il miracolo di San Gennaro.