Case popolari, vertice al Comune con la Cgil e i rappresentanti dei cittadini. L’ente emanerà un bando nel giro di due mesi

Case popolari, vertice al Comune con la Cgil e i rappresentanti dei cittadini. L’ente emanerà un bando nel giro di due mesi
Un bando da espletare nell’arco di 60 giorni e un censimento, a cura dell’ufficio tecnico e dei vigili urbani, per individuare i nuclei familiari o le persone non in regola con le documentazioni inerenti all’assegnazione degli alloggi popolari. E’ quanto stabilito stamani, nella sala giunta del Comune, nel corso della riunione incentrata sul tema delle case popolari, alla quale hanno preso parte un gruppo di cittadini, il segretario di Sel Marano, Stefania Fanelli, il rappresentante della Cgil (servizio Casa), il sindaco Angelo Liccardo, il segretario di Rifondazione Mauro Di Maro e i dirigenti e funzionari dell’ufficio tecnico comunale e del comando dei vigili urbani, Agostino Di Lorenzo, Davide Ferriello e Claudio Cappuccio.
L’amministrazione cittadina si è assunta l’impegno, dopo le proteste delle scorse settimane e le numerose denunce mediatiche, di espletare un bando nell’arco di due mesi, attraverso il quale nuclei familiari su cui incombono sfratti o che sono in particolare condizione di disagio economico potranno far richiesta di un alloggio popolare, da assegnare poi dietro pubblicazione di un’apposita graduatoria.
Prima di allora l’Ente tuttavia avrà già a disposizione i dati relativi agli attuali occupanti, perlopiù abusivi, e potrà pertanto stabilire quali e quante case potranno essere assegnate. Sui circa centoquaranta alloggi popolari attualmente nelle disponibilità dell’Ente, almeno una trentina dovranno essere venduti per ottemperare a un vecchio provvedimento del commissario prefettizio, adottato di concerto con la Corte dei conti e teso alla salvaguardia degli equilibri finanziari. L’intero iter (bando di gara a parte) dovrebbe concludersi verosimilmente (ma il condizionale è d’obbligo in questi casi) nell’arco di sette-otto mesi.
I dirigenti comunali valuteranno infine se sussistono i presupposti normativi per utilizzare, ai fini delle politiche abitative, anche le strutture immobiliari poste sotto sequestro (per abusivismo edilizio) o confiscate alla criminalità organizzata. La vicenda. tra le più annose e sentite dalla popolazione, sarà costantemente monitorata anche grazie all’istituzione di un tavolo permanente, che vedrà la partecipazione della Cgil Casa, dei rappresentanti dei cittadini e del Comune di Marano.