Convegno: “Ecomafie e inquinamento ambientale”

Convegno: “Ecomafie e inquinamento ambientale”

Venerdì  8 Novembre ore 17.30 presso l’Istituto Fratelli Maristi a Giugliano,
si terrà un Convegno Dibattito, su ECOMAFIE E INQUINAMENTO AMBIENTALE –
Aspettando la bonifica – La filiera delle responsabilità. Il caso Giugliano
deve diventare una “Questione europea”, fino alla istituzione di una
Commissione di Inchiesta dell’Unione europea.
Con Giuliano Morlando coordinatore SmartSud, ne discutono l’europarlamentare
Pino Arlacchi, Mario De Biase, Commissario alle Bonifiche, Domenico Luca Musto
magistrato, che si occupa di reati ambientali presso il tribunale di S.Maria
Capua Vetere, i consiglieri regionali Antonio Amato (Commissione Speciale
Ecomafie) e Raffaele Topo, la parlamentare Giovanna Palma, i sindaci di Parete
e di Melito, Vitale e Carpentieri,

Giuliano Morlando dichiara: “Siamo partiti dalla consapevolezza che nelle
nostre terre sono stati scaricati rifiuti tossici, provenienti da tutta l’
Europa, oltre che dal Nord Italia. Per questo vogliamo alzare il tiro e
vogliamo investire l’Unione Europea, affinchè vengano accertate le
responsabilità di chi ha inquinato, fino a risalire all’origine delle
spedizioni. E’ di tutta evidenza che c’è stato un patto, più o meno tacito, tra
imprese e criminalità organizzata, per sversare qui da noi, a basso prezzo,
rifiuti altamente tossici. Vogliamo che il caso Giugliano, diventi una
“questione europea”, e speriamo che si arrivi alla istituzione di una
“Commissione di inchiesta comunitaria” per accertare le complicità e le
responsabilità reali o almeno morali, di quello che è accaduto.
In tal senso, fin dal mese di settembre, subito dopo le dichiarazioni del
pentito Schiavone, abbiamo avuto il sostegno di Pino Arlacchi, parlamentare
europeo del PD, esperto mondiale di sicurezza umana, che si è detto disponibile
a rappresentare le nostre problematiche nei confronti dell’UE.
Sappiamo bene che se non si faranno le bonifiche, se non si farà il censimento
e la mappatura delle terreni contaminati, e se non saranno messe in sicurezza
le falde, le malattie e le morti non diminuiranno. Ma siamo anche consapevoli
che da soli non possiamo farcela.
Perciò nel corso del convegno, faremo il punto della situazione delle
bonifiche sia in chiave tecnica, che normativa. Discuteremo di proposte
scientifiche per affrontare al meglio l’emergenza ambientale anche in relazione
al rischio salute, ed ascolteremo le proposte dei cittadini. Vogliamo
approfondire il tema della bonifica e quindi preferiremmo non parlare del
termovalorizzatore, per il quale abbiamo già espresso la nostra contrarietà,
anche se sappiamo che è un problema strettamente connesso alla questione
ambiente e bonifiche. Riteniamo però che in questo momento la bonifica sia l’
obiettivo preminente, perché vogliamo pensare al futuro di questo territorio.
Mentre altrove si innova e si studiano strategie di sviluppo per il futuro dei
giovani, e per il lavoro, noi in questo scenario ci ritroviamo il totem enorme
dei terreni contaminati. Non possiamo tenerci questa palla al piede e sperare
in una ripresa dell’economia ed in un progresso per il nostro territorio.
Perciò, per credere in un futuro possibile, bisogna affrontare subito il tema
delle bonifiche e risolverlo in tempi relativamente brevi. Ma la bonifica o la
messa in sicurezza “seria” di questa vasta area del territorio di Giugliano,
saranno costosissime. E per questo c’è il rischio che vengano attuate in tempi
biblici. Perciò crediamo che se ne debba far carico l’Unione Europea, con un
intervento straordinario”.