Il racconto shock di un imprenditore: “Mi chiesero il pizzo sulla ristrutturazione di casa”

Il racconto shock di un imprenditore: “Mi chiesero il pizzo sulla ristrutturazione di casa”

Ecco la deposizione di un imprenditore che racconta le estorsioni ricevute da Pinuccio o’ Toro.

DOMANDA: Da quando ha iniziato i lavori, ha subito richieste estorsive?

RISPOSTA: “Si, premetto che ho ricevuto richieste estorsive. Prima di entrare nel particolare di detta estorsione voglio precisare che ho ricevuto precedentemente altre richieste estorsive. In data 26 agosto 2013 stavo ricostruendo una piccola palazzina di mia proprietà nella zona di Qualiano. Ricordo che stava costruendo i due solai della palazzina, quando proprio in data 26 agosto 2013 si presentò un ragazzo sul cantiere, il ragazzo aveva circa 22 anni era magro con i capelli cortissimi rasati a zero con l’orecchino e chiese a noi operai presenti sul lavoro chi era il titolare: riposi che ero io e mi invitò ad uscire sulla strada principale. Appena sceso trovai una persona che si presentò come Peppe dicendomi “ TU TI CHIAMI PEPPE COME ME, NON SAI COME FUNZIONA?” risposi che non sapevo come funzionava e lui mi spiegò dicendomi “ NOI CI PRENDIAMO IL 4% MA ESSENDO IL LAVORO TUO CI FAI UN REGALO PER I CARCERATI ORA A QUALIANO CI STIAMO NOI GIUGLIANESI “. Quando diceva che il lavoro era il mio si riferiva che l’abitazione che stavo ristrutturando era di mia proprietà. Peppe con il giovane andarono via.

 

Il secondo giorno vennero di nuovo sul cantiere quindi in data 27 agosto 2013, sia Peppe che il giovane a bordo di uno scooter credo di colore blu, i due guardarono ed andarono via. Tale atteggiamento mi preoccupò tantissimo, e fui costretto a chiedere in giro ad amici e colleghi come mi dovevo comportare. Mi suggerirono di contattare omissis, un ragazzo che conosco da anni e so chiamarsi omissis. Conosco omissis perché anche lui come me fa lo stesso lavoro mio, quindi contattati omissis sull’utenza omissis e gli chiesi un incontro. Omissis venne sul cantiere che stavo facendo e dopo che gli spiegai la situazione mi disse “ ME LA VEDO IO, SONO AMICI MIEI ANCHE SE MI

SEMBRA STRANO CHE TI ABBIANO CHIESTO SOLDI PER UN LAVORO CHE RIGUARDA CASA TUA ”. Dopo poco l’incontro con omissis, questo tornò sul cantiere e mi disse che quelli, riferendosi a Peppe, volevano comunque un regalo. Spiegai a omissis che ero disponibile a dare 300/400 Euro se si trattava di un regalo. Omissis portò la mia richiesta a Peppe, ma questi decise di incontrarmi da vicino. Non ricordo se lo stesso giorno o successivamente, omissis mi venne a prendere sul cantiere con il suo scooter e mi portò davanti al cimitero di Qualiano dove stava ad attenderci Peppe. Appena mi avvicinai Peppe mi disse  “ALLORA NON HAI CAPITO COME FUNZIONA” poi per intimorirmi mi disse dove abitavo che la casa dove abitavo a omissis era di mia proprietà e mi disse pure che da lì a poco dovevo iniziare un lavoro a Qualiano. Spiegai a Peppe che non avevo soldi per pagargli l’estorsione, quindi

Peppe fece una proposta; non davo soldi per la costruzione dei solai della mia abitazione, ma quando avrei iniziato i lavori nella c.d. via omissis dovevo pagare la somma di 62.000 euro a titolo estorsivo. Ma Peppe voleva i soldi in

quella giornata, in poche parole dovevo anticipare l’estorsione del lavoro nella c.d. via omissis stesso quel giorno: dissi a Peppe che non ne avevo e ci accordammo che avrei dovuto dare i 2.000,00€ il giorno in cui iniziavo il nuovo cantiere. Prima di andare via, spiegai a Peppe e a omissis che quando iniziavo i lavori nella via omissis, non sarei andato io da loro a portargli i soldi, ma dovevano venire loro, in quanto avrei spiegato al committente dei lavori che era stata fatta una richiesta estorsiva e che i soldi li doveva versare il committente e non io. Andai via dal cimitero di Qualiano e fui accompagnato da omissis sul cantiere. Dopo poco che omissis era andato via ritornò dicendomi che Peppe voleva comunque 1500,00 € stesso in giornata. Risposi a omissis che non avevo i soldi. Quando stavo all’incontro con Peppe davanti al cimitero di Qualiano, omissis era presente alla richiesta estorsiva. Non ho completato i lavori della mia abitazione in Qualiano in quanto non avevano più soldi.

 

Riassumendo, dunque, omissis riferiva di aver ricevuto una prima richiesta estorsiva da STRINO Giuseppe, il quale si era presentato come Peppe e indicato dalla polizia Giudiziaria quale attuale reggente del territorio di Qualiano per conto dei GIUGLIANESI e gli aveva imposto una tangente di €2.000,00 per i lavori che stava eseguendo nel mese di agosto 2013 in via omissis di Qualiano. Non riuscendo a pagare l’estorsione per il cantiere di via omissis, STRINO Giuseppe chiedeva di versargli anticipatamente la tangente relativa ai lavori di ristrutturazione che avrebbe dovuto eseguire nel mese di novembre nella c.d. via omissis, ma omissis riferiva sia a STRINO che a omissis, intermediario dello STRINO, che non aveva materialmente la possibilità di versargli i soldi anticipatamente. Omissis per carenza di fondi era costretto a bloccare i lavori in via omissis di Qualiano.

 

Nel mese di novembre 2013 iniziava i lavori di ristrutturazione della palazzina ubicata in Qualiano alla via omissis e, dopo pochi giorni dall’inizio dei lavori, sul cantiere si presentava un giovane nome di Pinuccio O Toro che intimava agli operai di smettere di lavorare. Omissis specificava alla p.g. di aspettarsi la “visita” dell’esattore in quanto, come concordato con STRINO Giuseppe e omissis, avrebbe atteso sul cantiere l’emissario di STRINO per poter dimostrare al suo committente che vi era in atto una richiesta estorsiva.

 

Di seguito si riporta la seconda parte del verbale di sommarie informazioni rese da omissis in data 09.01.2014:

A fine novembre 2013 ho iniziato i lavori nella c.d. via omissis come ho già riferito sopra. Dopo circa 10 giorni dall’inizio dei lavori, io mi trovavo sul cantiere di Qualiano, ricordo che era l’ora di pranzo ed io ed i miei operai

stavamo consumando la colazione all’interno del cortile del palazzo tenendo il cancello carraio chiuso. Ad un tratto sentimmo battere forte vicino al cancello, andai ad aprire il cancello e vidi che c’era un ragazzo di grossa corporatura e con aria molto spavalda, il quale rivolgendosi a me ed ai miei operai disse ” FINISCILA DI LAVORARE – NON SAI COME FUNZIONA MI HA MANDATO PINUCCIO U TORO ” io spaventato, calmai la persona dicendogli di entrare nel cortile del palazzo e di stare calmo, poi mi disse “ PEPPE TU GIA’ SAI CHIAMA OMISSIS “. Il sig. omissis marito della omissis committente dei lavori, era presente quando la persona bussò violentemente vicino al cancello e per la paura si nascose dietro al camion parcheggiato nel cortile, quindi senti che mi fu fatta la richiesta estorsiva. Appena l’estorsore andò via parlai con omissis della richiesta fatta dalla persona. Dopo l’incontro con la persona, chiamai omissis, il quale mi disse di raggiungerlo nel piccolo bar che si trova a Qualiano nella c.d. via omissis. All’incontro omissis mi disse che dovevo chiedere al omissis la somma di €3.000, 00″.