Marano, un elenco di 24 mila persone per 10 posti da stagionale nella ditta dei rifiuti. Si opta per il sorteggio

Marano, un elenco di 24 mila persone per 10 posti da stagionale nella ditta dei rifiuti. Si opta per il sorteggio

Un elenco di 24 mila persone, tra inoccupati e disoccupati della città, su una popolazione di circa 60 mila abitanti. Da questo numero, impressionante, saranno individuati i dieci lavoratori stagionali che, per i prossimi due mesi, entreranno nell’organico della Ecologia Falzarano, la ditta che a Marano gestisce il servizio per la rimozione dei rifiuti solidi e urbani. Lo si farà con il sistema del sorteggio pubblico, voluto dall’amministrazione Liccardo, per scongiurare polemiche politiche e per archiviare sul nascere i tentativi di pressioni e ingerenze.

 

L’elenco è stato fornito dal Centro per l’impiego di Giugliano, a cui si è rivolto l’ente comunale per assicurare i criteri massimi di trasparenza. Già individuato anche il notaio, che nei prossimi giorni sarà chiamato ad effettuare il sorteggio presso la casa comunale. La decisione dell’amministrazione cittadina ha fatto tuttavia storcere il naso a più di qualche rappresentante del civico consesso. In molti la ritengono un’indebita ingerenza, visto che la nomina del personale è un atto di esclusiva competenza della ditta. In pratica la Falzarano avrebbe potuto anche opporsi, non sottostare a quello che per molti sembra essere un vero e proprio diktat dell’Amministrazione. Sta di fatto che i vertici dell’azienda con sede ad Airola hanno acconsentito affinché si procedesse con il sistema del sorteggio. Se da un lato insomma si registrano mugugni e lamentale, dall’altro – almeno dall’entourage del primo cittadino – si è convinti di aver agito per il meglio e di aver assicurato la “massima trasparenza”.

 

Non rilascia dichiarazioni il sindaco Angelo Liccardo, alle prese in queste ore anche l’ennesima querelle interna: quattro consiglieri di maggioranza – al termine di un’infuocata riunione – hanno invitato il primo cittadino a scusarsi per le “offese lesive dell’onorabilità di alcuni rappresentanti del civico consesso”. Un documento che ha scatenato un vespaio di polemiche e che di fatto ha aperto una nuova crisi politica.