Raid alla creolina al Segrè, ma la scuola resta aperta

Raid alla creolina al Segrè, ma la scuola resta aperta

Il liceo scientifico “Segrè” infestato dalla creolina. La sostanza, abitualmente utilizzata come prodotto disinfettante, è stata sversata nei giorni scorsi e in più di un’occasione da ignoti. Con ogni probabilità, come ipotizzato dai carabinieri della locale tenenza di via Lazio, si tratta di raid vandalici, tutti messi a segno tra giovedì e ieri, proprio da un gruppo di studenti . E’ questa infatti la tecnica più in voga del momento, grazie alla quale i ragazzi riescono ad evitare il regolare svolgimento dell’attività didattica.

 

Un intento che al “Segrè” non ha – almeno per ora – sortito l’effetto sperato. La scuola infatti, nonostante i malori accusati da alcuni ragazzi, non è stata chiusa e questo ha suscitato la reazione di molti genitori. “Nessuno si assume la responsabilità di dichiarare inagibile l’istituto – spiegano alcune mamme – Asl e dirigente scolastico si rimpallano la responsabilità. Ieri è stato richiesto l’intervento dei medici del 118, per due ragazzi che si erano sentiti male; altri invece, una volta rientrati a casa, iniziano a vomitare”.

 

La vicenda è seguita dai carabinieri della tenenza di via Lazio, guidati dal tenente Francesco Tessitore. I militari dell’Arma hanno già acquisito le immagini registrate dalle telecamere installate all’esterno della struttura, che saranno esaminate nelle prossime ore. Sul fronte sanitario, intanto, arriva il chiarimento del responsabile dell’Unità operativa di prevenzione collettiva del distretto sanitario 38. “Come distretto sanitario locale siamo intervenuti in due occasioni – sottolinea il dottor Vincenzo Carandente – In alcuni ambienti della scuola, soprattutto nei corridoi e nell’atrio, c’è senz’altro un forte odore di creolina. E’impossibile tuttavia stabilire se tale odore possa provocare anche dei malori: la sensibilità al prodotto è sempre soggettiva e varia quindi da caso a caso. La chiusura della scuola? E’ una responsabilità che non mi compete – aggiunge – In questi casi dovrebbe essere allertata e convocata l’apposita commissione sanitaria, quella che di norma emette pareri sulle condizioni di agibilità degli istituti scolastici”.