Ad Aversa zona franca del commercio, a Giugliano si paga anche per chiudere l’attività

Ad Aversa zona franca del commercio, a Giugliano si paga anche per chiudere l’attività

Situazione sempre più difficile per i commercianti giuglianesi perché dal sito del Comune si apprende che i diritti per lo Sportello Unico per le Attività Produttive, il SUAP, saranno a pagamento dal prossimo 15 maggio. Questo sportello “vuole rappresentare lo strumento voluto dal legislatore per assumere il ruolo di unico interlocutore tra l’impresa e la Pubblica Amministrazione”. Questa mossa si va ad aggiungere alla nuova tassa dei rifiuti che sarà molto più pesante per i commercianti visto che terrà conto dei metri quadri occupati dall’esercizio.

Sul sito c’è la tabella che riporta gli importi richiesti, divisi per tabelle. Nella prima si va dai 50 euro per la SCIA, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, fino ai 200 euro che interessa le sale giochi, nella seconda si notano le tariffe dovute all’adempimento procedimenti ordinari ed i prezzi oscillano tra i 100 euro per la Richiesta di autorizzazione Commercio al dettaglio su aree pubbliche in forma itinerante e la Richiesta autorizzazione unica petrolifera, se l’attività muta, fino ai 500 euro per richieste di autorizzazione al commercio su area privata di oltre 2500 mq.

Da sottolineare che si paga per ogni variazione nell’attività commerciale, che sia avvio o chiusura attività o anche per la variazione dell’attività nelle superfici, preposto, settore merceologico, cessione reparto. Mentre ad Aversa il comune cerca di favorire le attività creando una zona franca per le tasse, a Giugliano si carica ancora di più il commercio arrivando a far pagare persino il povero uomo costretto a chiudere la propria attività

Nell’ultima tabella c’è invece una sola voce, richiesti 50 euro per la Richiesta certificazioni ed altri atti ricognitivi.

L’uragano della crisi, che va di pari passo a quella delle tasse, sta spazzando via il commercio giuglianese, soprattutto cittadino visto che deve combattere anche con i colossali centri commerciali che circondano la zona. Spesso si vedono attività in dismissione, chiuse, con locali desolati, che fanno assomigliare la città alla New Orleans pre-Katrina.

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