Il nostro 25 aprile: ancora roghi e nessun militare in giro. I contadini la nostra resistenza

Abbiamo deciso di festeggiare il nostro 25 aprile in giro per le campagne tra Napoli e Caserta. Abbiamo percorso in lungo e largo terre dove si coltivano frutti buonissimi ma non abbiamo visto nemmeno un militare in giro per tutelare la nostra libertà. La libertà alla salute. Il diritto alla salute. Abbiamo trovato purtroppo ancora cumuli di rifiuti, lastre di amianto e sacchi che contenevano di tutto.
Roghi appena bruciati che ancora puzzavano di marcio e rancore. Quello che ci fa ammalare come canta il nostro Francesco Mennillo. L’anniversario per la liberazione e’ una ricorrenza importante che merita rispetto assoluto ma purtroppo nella terra dei fuochi nonostante i riflettori accesi da mesi nulla pare cambiato. La memoria non può’ non andare a un altro 25 aprile, quello del 2007, quando Bertolaso venne a far visita a Cava Riconta e disse: “da oggi per voi le cose miglioreranno”. Nulla e’ cambiato. I nostri partigiani per noi restano i cittadini e i comitati che lottano da anni per questi territori e i contadini che anche oggi erano al lavoro a raccogliere splendide fragole e a zappare i loro poderi. La nostra resistenza sono loro.

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