Marano, ieri Consiglio comunale fiume: bocciate le proposte della minoranza. Via libera alle guardi ambientali

Marano, ieri Consiglio comunale fiume: bocciate le proposte della minoranza. Via libera alle guardi ambientali

Tutto come previsto, nessun colpo di scena. Il Consiglio comunale-fiume (è terminato ben oltre la mezzanotte), quello andato in scena ieri sera, si è sviluppato sulla stessa falsariga dei precedenti. Nessuna mozione o proposta della minoranza è stata accolta. Niente sportello anagrafe per i cittadini delle periferie (in aula erano presenti alcuni residenti di Torre Caracciolo); non è passata la mozione per l’assegnazione agli sfrattati degli immobili di proprietà del Comune; bocciata inoltre la mozione di censura al sindaco Liccardo. Approvato, dopo un tormentato iter, il regolamento per l’istituzione delle guardie ambientali e via libera infine alla liquidazione di alcuni debiti fuori bilancio. Al netto delle immancabili scaramucce verbali, delle polemiche, degli attacchi sul piano personale, degne di nota sono apparse le dichiarazioni del consigliere Domenico Paragliola, che ha invitato l’amministrazione comunale a fare chiarezza circa la posizione del consigliere Francesco Migliaccio, ancora seduto tra i banchi della minoranza, nonostante – ormai da tempo – venga data per scontata la sua vicinanza politica alla compagine di governo. Presente in aula, Migliaccio ha ritenuto opportuno non replicare alle affermazioni di Paragliola. Piccole, ma incisive stoccate anche sul fronte delle commissioni consiliari, che alla luce dei recenti cambi di casacca – come segnalato nei giorni scorsi dalle pagine di Teleclubitalia – andrebbero al più presto rimodulate. Rassicurazioni in tal senso sono giunte dal presidente del civico consesso Angela Di Guida. Poi l’annuncio del consigliere Salvatore De Stefano, d’ora in avanti donerà in beneficenza (Casa della gioia) tutti i suoi rimborsi derivanti dal suo attuale ruolo istituzionale. Molta confusione – come era ampiamente prevedibile – sull’argomento case popolari e sugli immobili (abusivi) acquisiti al patrimonio comunale. Poco o nulla si è detto sugli occupanti abusivi delle prime e sulle verifiche che, per legge, devono essere periodicamente effettuate dagli enti locali. L’ennesima occasione sprecata, insomma.