L’appello ai Commissari: “Piazza Municipio diventi Piazza Mena Morlando”

L’appello ai Commissari: “Piazza Municipio diventi Piazza Mena Morlando”

Si sono concluse ieri le cinque giornate di Giugliano contro la camorra organizzate dall’associazione Contro le Mafie. Il convegno finale al quale hanno partecipato i capitani Piroddi e Sorrentino di Carabinieri e GDF, il commissario Colucci e il PM Alessandro Milita, si è concluso con un appello degli organizzatori alla triade che governa il comune: “Si dedichi a Mena Morlando Piazza Municipio, un gesto simbolico per segnare il nuovo corso di questa città”.

I PRECEDENTI. Già l’amministrazione Pianese aveva intitolato una strada a Mena ma più volte gli stessi familiari si sono lamentati dell’ubicazione della stessa (si trova di fianco il Parco Wanda a Casacelle) e hanno addirittura chiesto la rimozione della targa essendo una strada in pratica molto più simile a una discarica e che è anche cieca.

LA FATTIBILITA’. Cambiare nome ad una piazza non è semplice perché prevede una rivoluzione della toponomastica per tutti i residenti ma nel caso di Piazza Municipio non ci sono ostacoli di questo tipo essendo sede solo della parrocchia di San Giovanni e del Bar Moderno.

IL DIBATTITO. Di particolare interesse le parole del PM Milita che ha fatto più volte riferimento al senso di comunità portando ad esempio le popolazioni africane che ribellandosi dopo la famosa “strage di Castel Volturno” diedero uno scossone anche alle istituzioni. Rispondendo poi alle domande del pubblico ha poi spiegato perché arresti e scioglimento di un comune sono due cose diverse: “Si scioglie per precauzione, come voi non dareste le chiavi di casa a chi è in odore di frequentare delinquenti così lo Stato sceglie di sciogliere, è una forma di prevenzione e non c’entra nulla se poi si sono consumati o meno reati”.

LA CENA. Dopo il dibattito la carovana di Contro Le Mafie si è spostata al ristorante “La Marchesella” dove con la Chef Gena Iodice e esperti dell’agroalimentare si è parlato dei prodotti della nostra terra e di come la sana e buona agricoltura sia uno strumento per lottare contro la mafia.