De Luca: “Taverna del Re? Chiamiamo Renzo Piano!”

De Luca: “Taverna del Re? Chiamiamo Renzo Piano!”

Taverna del Re è un’emergenza nazionale, perché questa terra è stata stuprata ed è giusto che tutti se ne facciano carico”. Si è espresso così il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti durante la visita del sito di ecoballe di Giugliano. Anche alla sua attenzione è sottoposta l’idea provocatoria, ma non tanto, del sindaco di Qualiano, Ludovico De Luca, il quale in una missiva illustra l’idea di fare diventare il sito di Taverna del Re, un attrattore turistico campano.

Un disastro è un disastro.  E quando si verifica, all’uomo spetta fare solo due  cose: porvi riparo e conservarne memoria,  affinché il disastro non si ripeta”. Sottolinea il Primo cittadino di Qualiano, cittadina, che seppur non presenta sul proprio territorio discariche e siti oggetto di osservazione, ha il centro urbano vittima delle scelte operate da  Giugliano e Villaricca, che localizzando nella propria periferia discariche, piazzole di stoccaggio,  STIR e forse anche l’inceneritore,  hanno di fatto inquinato il territorio qualianese,  frenando e condannandone il futuro.

Sulla scorta di un monumento, NEMO, costruito ad Amsterdam dal grande Renzo Piano, il Sindaco pensa a  “La nave della memoria”.

Allora provo a pensare che tutta la città dei rifiuti di Taverna del Re, venga  ingoiata e tombata  nella stiva di una gigantesca, leviatanica, nave di pietra, senza movimentare i rifiuti: i biogas convogliati ed utilizzati come energia per la struttura monumentale. Il percolato residuale raccolto, convogliato e depurato. Dei grandi oblò attraverso cui, dall’esterno, continuare a vedere il disastro, ben custodito nella pancia di pietra.-scrive il sindaco di Qualiano – Dovrebbe, però, essere un monumento bellissimo e tristissimo: alla memoria di una grande vergogna, da non ripetersi mai più. Immagino, però, che la nave venga circondata da un bosco ben curato, i ponti della nave ricchi di attrazioni culturali e per il tempo libero,  con mostre, filmati etc, magari con specificità sulla memoria di tutti i disastri dell’umanità: di tutti i tempi, con spazi dedicati ad aiuole e fiori, con un laghetto di cigni,  con certificazioni sanitarie diuturne sulla salubrità dell’aria respirata dai turisti, proiettate in tempo reale su maxi schermi. Dovrebbe insomma diventare una delle massime attrazioni turistiche della Campania.  la prua dovrebbe fare rotta verso un’unica direzione, non segnata sul sestante, ma sul calendario perpetuo, quella che segna il passato. Il nome del monumento: “La nave della memoria”.