In duemila a Chiaiano per dire no alla discarica

In duemila a Chiaiano per dire no alla discarica

In duemila per dire no, per ribadire ancora una volta che Chiaiano e i territori limitrofi, Marano e Mugnano, hanno già dato e che l’ipotesi di una nuova discarica in zona è da accantonare al più presto. Scene già viste, slogan che hanno aperto una nuova stagione di mobilitazione contro le discariche e gli inceneritori nell’area a nord di Napoli. A tanti la manifestazione di oggi è sembrata un déjà vu. Ma questa volta, trascorsi quattro anni dai primi moti di Chiaiano, tra i manifestanti c’era ancor più rabbia e consapevolezza. Gli sviluppi delle inchieste della magistratura, quelle che hanno portato all’arresto di tecnici e imprenditori in odore di camorra impegnati nella vecchia discarica del Poligono, hanno fatto segnare un punto importante a favore delle tesi sostenute dagli attivisti della zona: movimenti antagonisti, precari, disoccupati, ma anche rappresentanti istituzionali, parroci e comunità di fedeli provenienti dai comuni limitrofi. Lo slogan più gettonato è stato quello di sempre: “Jatevenne”. In duemila lo hanno gridato forte ieri e ricordato, in particolare, al commissario straordinario per le discariche, Raffaele Ruberto, che per martedì ha convocato una conferenza dei servizi in cui si discuterà dell’eventuale apertura di due nuovi siti: uno a Chiaiano (cava Zara) e l’altro a Giugliano. “Alle conclusioni della magistratura ci siamo arrivati con anni di anticipo – tuonano Egidio Giordano, Antonio Musella e Ivo Poggiani, leader dei movimenti della zona – Non permetteremo allo Stato di perpetrare nuovi scempi sul nostro territorio. Abbiamo già dato, basta con le discariche: ora è tempo di bonificare quella già esistente. Se ci dichiarano guerra, questo territorio non starà a guardare”. Il no a una nuova discarica nel Parco delle colline, ultimo polmone verde della città, è stato già ribadito anche dal Comune di Napoli, dall’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano e dalle altre amministrazioni direttamente coinvolte: l’ottava municipalità di Napoli, da cui sono partiti gli esposti-denuncia per le vicende legate al mancato completamento del tratto fognario dei Camaldoli e dei piani di riqualificazione delle cave di Chiaiano, il Comune di Marano e il Comune di Mugnano, rappresentati al corteo dai sindaci Angelo Liccardo e Giovanni Porcelli. Tra i manifestanti anche il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano, il presidente dell’Ottava municipalità, Angelo Pisani, il deputato del Movimento Cinque Stelle Salvatore Micillo. Per tanti l’appuntamento è per martedì a piazza Bovio, quando la parola fine sull’ipotesi di una nuova discarica potrà essere scritta dal commissario Ruberto.