Palazzo Battagliese, la ditta smonta i ponteggi e lascia la città. Lavori fermi da due anni

Palazzo Battagliese, la ditta smonta i ponteggi e lascia la città. Lavori fermi da due anni

Palazzo Battagliese: via le impalcature, la ditta smobilita. I lavori per la riqualificazione dello storico edificio, che ha ospitato la prima casa comunale nonché la reale caserma dei carabinieri, sono fermi al palo da circa due anni. E così, tra mucchi di calcinacci e lamiere, nonostante le numerose denunce e segnalazioni alle istituzioni cittadine, la palazzina – immersa nel cuore antico della città – ha da tempo assunto le sembianze di una discarica a cielo aperto, “regno” di topi, blatte e altri animali. Una situazione di degrado diffuso che imporrebbe interventi urgenti, in quanto l’edificio è contiguo ad altre abitazioni regolarmente abitate. I lavori hanno subito una battuta d’arresto circa due anni fa, quando la Regione, che vanta un credito dal Comune pari a circa 10 milioni di euro (mancati pagamenti dei canoni idrici verso Acqua Campania), decise di congelare quell’apposito stanziamento. Uno stop ai fondi, dunque, che ha avuto conseguenze anche sui pagamenti alla ditta incaricata dei lavori, che si è vista costretta ad adire le vie legali e a procedere con un decreto ingiuntivo. La somma, circa 220 mila euro, è stata poi richiesta al Comune da un istituto bancario che aveva rilevato quel credito. Una delle tante pendenza che l’Ente, interessato ad evitare ulteriori spese legali, interessi e futuri pignoramenti, sembrava intenzionato a saldare mediante una rateizzazione degli importi (3 rate da 73mila euro). L’accordo, almeno secondo i consulenti legali del Comune, sarebbe stato propedeutico alla ripresa dei lavori che però, in realtà, non sono mai ripresi. Proprio ieri la ditta, tra lo stupore dei residenti della zona, ha smontato i ponteggi e ha abbandonato la città. Degli agognati interventi di riqualificazione e pulizia del cortile nemmeno l’ombra. I lavori nell’edificio, per complessivi 980 mila euro, erano finanziati in parte dal Comune e in parte dai Fondi Fas della Regione grazie a un accordo di programma quadro denominato “Infrastrutture per i sistemi urbani”. Il palazzo, appartenuto ad Emiddio Battagliese, illustre personaggio della storia di Marano, avrebbe dovuto fungere da polo culturale cittadino ed accogliere le associazioni di volontariato del territorio. Per il suo recupero si era a lungo battuto il professor Carlo Palermo. Una battaglia iniziata negli anni Novanta, culminata con l’acquisizione dell’edificio al patrimonio comunale e con la successiva programmazione di lavori (giunta Perrotta) che, verosimilmente, non riprenderanno se non prima di qualche mese o anno.