Marano, politica: è giallo sulle possibili dimissioni di Mario Granata

Marano, politica: è giallo sulle possibili dimissioni di Mario Granata

Da qualche giorno circolano voci di possibili dimissioni da parte del consigliere comunale Mario Granata, eletto nelle liste di Marano al centro e da qualche tempo facente parte del gruppo consiliare del Nuovo Centrodestra. Dimissioni che, se dovessero essere realmente protocollate, consentirebbero a Saverio Santoro, ex capogruppo del Pdl, di entrare nel civico consesso.

“Qualche voce in tal senso è girata nei giorni scorsi – spiega Saverio Santoro – ma per ora non c’è nulla di ufficiale. Anche a me era stato riferito che il consigliere Granata, per motivi di cui non sono a conoscenza, era sul punto di formalizzare le sue dimissioni e che poi, a causa dell’interferenza di alcuni esponenti del centrodestra, non se ne sarebbe fatto più nulla. Se così fosse – aggiunge – sarebbe davvero grave. Sono stato capogruppo del Pdl e ho dato il mio fattivo contributo durante l’ultima campagna elettorale. Non comprenderei il motivo di un eventuale ostracismo nei miei confronti”.
Interferenze, pressioni? La vicenda sembra snodarsi attorno alle ultime vicissitudini politiche, ai futuri assessorati e alla situazione di stallo venutasi a creare all’interno della maggioranza. In pratica, più di qualche consigliere vicino al primo cittadino avrebbe espresso preoccupazione per un eventuale ingresso di Santoro in Consiglio comunale. Intanto, in attesa del vertice tra i dissidenti e il sindaco Liccardo (rimandato per gli impegni romani di alcuni esponenti di Forza Italia), sono tre gli scenari che si delineano all’orizzonte: un’intesa tra il sindaco e due esponenti della minoranza, che non metterebbe tuttavia al riparo il primo cittadino da un’eventuale rottura definitiva con i 4 dissidenti della maggioranza; una tregua armata imposta dai vertici regionali di Forza Italia, in attesa di un rimpasto che non avverrà prima dell’autunno; una fase di ulteriore logoramento, fatto di mosse e contromosse, che consentirebbe di arrivare al voto sul bilancio, momento in cui tutti i consiglieri dovranno dire alla città, una volta e per tutte, da quale parte stanno.