“Giugliano una storia lunga 1000 anni, dagli Angiò al 1806”

“Giugliano una storia lunga 1000 anni, dagli Angiò al 1806”

La Proloco Città di Giugliano, nell’ambito delle sue attività di recupero e ricostruzione storica della memoria della città, Martedì 25 febbraio 2014, alle ore 18,30, nella Cappella della Madonna della Pace (Santuario dell’Annunziata) presenterà il volume “Giugliano una storia lunga 1000 anni, dagli Angiò al 1806”. Introdurrà il prof Tobia Iodice, vice presidente della Proloco di  Giugliano.
Parteciperanno il prof. Mauro Giancaspro Direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli e Commissario Straordinario alla Biblioteca dei Gerolomini, ed il dott. Antonio Iannone, autore del libro.
I lavori saranno moderati dal prof. Giovanni Bottone e presieduti da Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa.

L’opera, edita dalla proloco Città di  Giugliano, è la raccolta di dati, documenti e notizie che hanno arricchito la rivisitazione delle opere di Fabio Sebastiano Santoro e Agostino Basile, edite, rispettivamente, nel 1715 e nel 1800. 

Un lavoro d ricerca durato tre anni che ricostruisce la storia del casale sin dalla sua infeudazione sino alla abolizione della feudalità decretata dai francesi nel 18. La testimonianza storica di una comunità che si è espressa nel tempo con la edificazione di mirabili fabbriche religiose e con la partecipazione attiva a momenti storici come il salvataggio di Alfonso I°, futuro Imperatore del Regno delle due Sicilie, e la rivolta antispagnola successiva a quella di Masaniello.

Rilevante è la ricostruzione della crescita demografica nel tempo, della storia delle famiglie che hanno posseduto Giugliano, della presenza degli ordini religiosi, delle attività economiche presenti sul territorio.

 

L’obiettivo di ricostruire il passato della nostra città, vilipesa dalla camorra e delle ecomafie, è stato finalizzato a costituire la base di un rilancio civile e politico narrando alle giovani generazioni che le vie dove camminano e le fabbriche che vedono stanno a testimoniare che Giugliano non è “la terra dei fuochi” ma una civile città che deve riprendere nelle sue mani il proprio futuro.