Il “poeta muratore” commuove Giugliano

Il “poeta muratore” commuove Giugliano

Organizzato dall’associazione culturale “Ibris” un incontro, che si è svolto al caffè moderno di Giugliano,con un’artista molto “particolare”, Antonio Cipolletta, qualianese d’origine, muratore di professione, ma poeta d’eccellenza, che ha saputo coltivare la sua grande passione, superando tutti i pregiudizi.

Il poeta “muratore”, così si fa chiamare, ha presentato la prima edizione della sua raccolta di poesie scritte in italiano e in dialetto napoletano, vincitore di due premi importanti e riconoscimenti da parte del comune di Napoli.

Le sue poesie esaltano una scrittura genuina, attraverso la quale si trasmette tutta la purezza e la bellezza dei versi. Antonio, una persona determinata, umile nella vita e nel lavoro, ha seguito un percorso “atipico”, se così vogliamo definirlo, in tutto il suo genere. Le sue poesie spaziano dai temi sociali, al tema della bellezza del mondo e della natura, in cui si incarna e si trasmette un’ umiltà senza secondi mezzi. Lo stesso poeta ci dice quanto sia orgoglioso di essere un cittadino italiano in primis, poi napoletano D.O.C. Questo il motivo principale per cui scrive anche in lingua dialettale, un dialetto, il nostro, conosciuto in tutto il mondo, un dialetto che deve avere, come lui stesso afferma la stessa valenza e importanza della lingua italiana ed è giusto che lo si conosca e lo si ami. D’altronde ogni individuo dovrebbe valorizzare la cultura e le tradizioni della propria terra, diffondendole con strumenti semplici ed efficaci, quali l’arte, la musica, la poesia, non c’è cosa più bella!

Si autodefinisce un “cosmopolita” , ossia un cittadino appartenente al mondo che ha bisogno di vivere gli attimi più belli e di raccontarli attraverso l’espressione più semplice, la poesia. Antonio, che si ritrova a guardare il golfo di Napoli, le luci, il mare, mette tutto nero su bianco, in cui racconta ed esprime le sensazioni e le emozioni di quel momento, così di getto. Vuole  trasmette i valori “sani” di una volta ai giovani del domani, giovani che non conoscono né la fatica né il senso del sacrificio, con i quali si possono raggiungere e realizzare i propri sogni, lui l’ha fatto dimostrando che si può andare oltre l’intellettualità e oltre la preparazione scolastica. Forse nessuno credeva davvero che un semplice muratore potesse arrivare a tanto, ed invece ha vinto, quasi come se fosse un “eroe”. L’intervista termina con parole toccanti e significative, dice: “La cultura non la regala nessuno, sono gli uomini i veri fautori della cultura, coloro che la vivono e la trasmettono agli altri”. Mi lascia con alcuni versi di una sua meravigliosa poesia, in cui si racchiude tutto il sentimento del poeta:

 

“Nasce un fiore sul campo, nasce il sole ogni mattina, nasce pure una poesia,

nasce il canto della vita, ed io sono nato, e non m’importa se son ricco o son pezzente,

forse un poco vagabondo, ma io amo questo mondo,

anche se l’aria si è inquinata, se scompare una foresta,

io chiedo scusa mondo cerchiamo di non farlo più!”