“Grillo alza la voce solo per guadagnare più soldi”

“Grillo alza la voce solo per guadagnare più soldi”

”Gli introiti del sito beppegrillo.it e quelli delle società controllanti – scrive la deputata Pd- sono una forma indiretta di finanziamento al partito del Movimento 5 Stelle? Chiediamo trasparenza”.

Gianroberto Casaleggio visita la Camera e subito dopo il Gruppo del M5S da vita a condotte politicamente e mediaticamente clamorose, spesso in violazione del Regolamento della Camera. Il sito beppegrillo.it. fa il boom, con conseguente aumento vertiginoso dei ricavi garantiti dagli inserzionisti del blog. Non crede sia un caso l‘On. Michela Rostan, deputata Pd, che oggi scrive con Massimiliano Manfredi e Giorgio Piccolo alla Presidente della Camera, Laura Boldrini per denunciare una situazione al limite.

”E’ bene comprendere -scrive Rostan- se sia possibile evidenziare un collegamento tra le iniziative plateali del Gruppo del Movimento 5 Stelle, le visite di Casaleggio e gli introiti maturati da quest’ultimo immediatamente dopo l’innalzamento dell’”audience” ottenuto grazie alla natura scenica della strategia politica dei comportamenti dei Deputati Grillini. In altre parole, è lecito chiedersi se Casaleggio aumenti il proprio fatturato quando viene in Parlamento, aizza i Deputati Grillini a creare il caos, e questo accade. E soprattutto sapere in quali tasche finiscono quei profitti”.

Il M5S ha lanciato la campagna #fuorilelobby. Ma scrive Rostan ”sarebbe opportuno verificare se tali condotte tenute da Gianroberto Casaleggio integrino la fattispecie di cui all’art. 346 – bis del codice penale, che disciplina il c.d. “traffico di influenze illecite”. Troppi interrogativi, che trovano una sicura accentuazione nella mancanza, allo stato, di una normativa ad hoc regolante l’attività di lobbying nel nostro Paese. Quella stessa attività che Casaleggio ha operato in proprio favore ed in favore delle proprie aziende di marketing”.

Alla Presidente Boldrini si chiede di avviare una seria riflessione sul tema, che potrebbe ”minare il corretto funzionamento della Camera dei deputati e la credibilità dell’intero Parlamento”.