Marano, caso Giaccio, l’amministrazione è a un bivio

Marano, caso Giaccio, l’amministrazione è a un bivio

E’ l’ora della verità. Le carte sono in tavola. Giovedì il Consiglio comunale si esprimerà sul caso Giaccio e nessuno, sia all’interno della maggioranza che dell’opposizione, potrà più fingere, barare, gridare al lupo al lupo, nascondersi o bluffare. Tutto è chiaro e già da qualche giorno. Teresa Giaccio, vicesindaco con numerose deleghe (cimitero, politiche sociali, sport, contenzioso), deve difendersi dalla mozione di indirizzo (una mozione di sfiducia in piena regola) presentata dal gruppo consiliare de L’Altra Marano, che “impegna” il sindaco Liccardo – se accolta dal civico consesso – a revocarle deleghe ed incarico. La vicenda si snoda su più piani. C’è un dato “tecnico”, di legittimità della mozione, su cui si è già discusso nell’ultima conferenza dei capigruppo, dove le varie forze in campo hanno sostenuto le proprie tesi; ma c’è un altro, ben più importante a questo punto, di natura strettamente politica. Il vicesindaco, finora strenuamente difeso dal primo cittadino Angelo Liccardo, non gode più (e forse non ne ha goduto nemmeno all’inizio della sua avventura) della fiducia di alcuni consiglieri di maggioranza. Contro di lei c’è l’ala che fa capo ad Antonio Di Guida, che ha già lanciato numerosi strali contro le modalità di gestione del sindaco e che ne ha preso pubblicamente le distanze. Contro di lei ci sono anche altri consiglieri di maggioranza, anche se alcuni preferiscono rimanere ancora nell’anonimato e non esternare il loro pensiero in pubblico. Contro la Giaccio c’è sicuramente l’ala che fa capo al leader de l’Altra Marano, ma non è ancora chiara invece la posizione di altre forze di minoranza.

Cosa accadrà? Al netto di tutte le posizioni politiche, le congetture e le ipotesi, la situazione è più o meno la seguente: in Consiglio la Giaccio non potrà contare su almeno tre-quattro voti della sua stessa maggioranza, a meno che non si assista a un clamoroso dietrofront di alcune fazioni. Una marcia indietro che appare tuttavia improbabile, perché oggi chi l’attacca e contesta vuole e deve dare un segnale anche e soprattutto al primo cittadino. Un segnale roboante, per “lavare l’onta” di alcuni gesti e atti che non sono piaciuti. Quali? I criteri di scelta per la nomina di alcuni funzionari, la gestione del caso Napolano, l’affronto subito durante l’ultimo convegno napoletano di Forza Italia (sul palco un giovane rappresentante di Fdi e non Angela Di Guida, forzista e presidente del civico consesso), i dissidi sorti sulle nomine dell”Organo interno di valutazione e tant’altro. E allora cosa accadrà? Qualche fedelissimo di Liccardo giocherà la carte del difetto di legittimità dell’atto presentato da Bertini; dall’altro lato la Di Guida non dovrebbe arretrare di un centimetro e, onde evitare future azioni o mozioni nei suoi confronti, lascerà all’aula il compito di pronunciarsi sul caso Giaccio.
Il ruolo della minoranza. A questo punto diventerà decisivo il ruolo delle opposizioni. Si andrà alla conta con la modalità del voto segreto o con quello palese? Paradossalmente, visto lo stato attuale dell’arte, il voto palese dovrebbe far ancor più gioco alle parti che optano per l’esautoramento del numero due dell’amministrazione. Se si giocherà a viso aperto, forse, anche le componenti della minoranza più scettiche dovranno – volente o nolente – votare a favore della mozione de L’Altra Marano. Ad ogni modo sarà una battaglia sul filo del rasoio, con numeri (sulla carta) risicatissimi per la Giaccio, che ora è chiamata ad una scelta di grande importanza e responsabilità: dimettersi prima dell’arrivo in aula, in modo tale da evitare lo sfacelo della maggioranza e di conseguenza una crisi politica che travolgerebbe in primis Liccardo; chiedere ai suoi (a tutti) di appoggiarla con la garanzia di dimissioni immediate al termine della discussione; confidare nell’intervento, nella mancata presenza in aula o nella neutralità di qualche oppositore più incline verso la giunta; oppure andare allo scontro aperto e sperare in un voto a lei favorevole, pur sapendo però che il conto le sarà ripresentato tra qualche settimana o mese.