Clandestino, la puntata su Marano ricca di spunti. Gli affondi di Di Guida e Coppola

Clandestino, la puntata su Marano ricca di spunti. Gli affondi di Di Guida e Coppola

Una puntata di Clandestino elettrizzante, ricca di colpi di scena, quella appena archiviata e tutta incentrata sulla città e il Comune di Marano. E se non è crisi politica, poco ci manca. Sottoposti al fuoco di fila di domande, in studio Antonio Di Guida, assessore provinciale al Turismo, e Pasquale Coppola, esponente della minoranza, seppur con approcci diversi, non hanno lesinate stoccate. Particolarmente significative quelle pronunciate dall’esponente di Forza Italia. “C’è un malcontento diffuso contro Liccardo, che sta mortificando le professionalità del territorio per avvantaggiare soggetti esterni alla città. Con Michele Napolano non si è comportato bene, ha sbagliato anche sotto il profilo umano, tanto più che Michele ha condiviso con lui tutti i percorsi politici di Forza Italia”.

E ancora: “Non sarò io a mandarlo a casa, spero solo però che non faccia la fine dell’ex sindaco Salvatore Perrotta”. Poi le dichiarazioni sul Pip e sul Piu Europa: “E’ il Comune ad essere difetto, non certo il concessionario. Finora solo opere non rilevanti per la città, come il convento di Santa Maria degli Angeli, il tribunale e la caserma dei carabinieri. Per creare occupazione e sviluppo serve ben altro”. Sulle case popolari: “Non si può ragionare come se fossimo fermi agli Ottanta: occorre prendere provvedimenti contro chi non ha più diritto ad occuparle e proseguire lungo la scia indicata dal commissario Tramonti. Ci siamo candidati per dare una svolta alla città, chi governa deve prendersi le sue responsabilità”. Poi la stoccata sulla Giaccio: “Molti anni fa era definita un enfant prodige della politica cittadina, ora vediamo se a difenderla dalla mozione di indirizzo di Bertini sarà la stessa l’opposizione, una cui parte forse non vede l’ora di correre in soccorso del sindaco”.
Di non poco conto anche gli affondi di Pasquale Coppola: “Chi è contro la Giaccio deve uscire allo scoperto, non è giusto nascondersi dietro il ricorso al voto segreto. Sarebbe un gesto da vigliacchi. Contro di lei un gioco oscuro? Non lo escludo. Noi siamo una parte dell’opposizione ed abbiamo una testa pensante. Non abbiamo padroni di sorta, la maggioranza la incalziamo puntualmente”. E ancora: “Che fine ha fatto il piano per l’alienazione di alcuni alloggi popolari? Era un atto concordato con la Corte dei conti. Quanto agli sprechi, di acqua potabile in primis, abbiamo sottoscritto una mozione e siamo convinti che occorra fare di più. Le ville, i parchi che non pagano? Si stabiliscano nuove regole, anche per i costruttori”.