Case popolari, pressing sul Comune

Case popolari, pressing sul Comune

Si torna a parlare di case popolari, di anagrafe degli assegnatari e della pubblicazione di un nuovo bando. Dello scandalo, più volte denunciato dalle pagine del nostro portale, tornano ad occuparsene nuovamente Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista, già che con una missiva inviata agli uffici del Comune chiedono una ricognizione generale affinché si possa verificare la titolarità e la regolarità delle assegnazioni.

Il documento inviato al Comune. “Le assegnazioni – recita il documento inoltrato al Comune – non possono considerarsi permanenti, visto che le condizioni di vita mutano con il passare degli anni. Chi non ha diritto all’alloggio popolare ma rimane all’interno delle strutture comunali, defrauda coloro che hanno diritto a un alloggio a canone agevolato. Quella delle case popolari è una questione molto sentita dai nostri circoli: si tratta infatti di una questione di giustizia sociale, poiché risulta che la quasi totalità delle famiglie che vive nelle case di proprietà dell’Ente è tutt’altro che in difficoltà. E’ ora di agire, poiché ci sono cittadini costretti vivere nei garage o addirittura in auto”. Nei prossimi giorni la presentazione di un ordine del giorno che potrebbe essere discusso in Consiglio comunale. “Ci rivolgeremo ai consiglieri comunali chiedendo loro di presentare un nostro ordine del giorno da discutere in aula consiliare. Nel frattempo, tuttavia, dobbiamo constatare che gran parte della politica tace. Dirigenti e uffici comunali devono svolgere il loro compito non trincerandosi dietro le inerzie della politica”.

La situazione, i dati. Le case popolari sono attualmente occupate dagli eredi dei legittimi assegnatari, molti dei quali però morti già da qualche decennio. Si tratta, in sostanza, di nuclei familiari che gli stessi dirigenti del Comune non hanno difficoltà a definire “abusivi”. In termini numerici lo sono – secondo i dati forniti dal Comune – oltre il 90 per cento degli occupanti. Tra loro figurano anche insegnanti, medici, avvocati, ex dipendenti del Comune e persino qualche commerciante di spicco del panorama cittadino.

La replica. L’amministrazione comunale, poche settimane fa, si fece promotore di un incontro al Comune sul tema, che vide la partecipazione di un magistrato e di qualche funzionario comunale. Un incontro che – spiegano dall’Ente – che dovrebbe essere propedeutico ad altre iniziative e interventi mirati sulla questione alloggi popolari. “E’ una vicenda che abbiamo a cuore e di cui ci stiamo occupando”, evidenziano dallo staff del primo cittadino.