Marano, beni confiscati ai Simeoli: la querelle continua. Un atto di diffida arriva al Comune

Marano, beni confiscati ai Simeoli: la querelle continua. Un atto di diffida arriva al Comune

Sgombero villa confiscata in via Marano-Quarto, la querelle continua. Con un atto inoltrato al Comune lo scorso 31 dicembre, uno dei proprietari degli immobili sgomberati a novembre, la signora Angela Tania Orlando, ha diffidato formalmente l’ente cittadino. Nella missiva, indirizzata al sindaco Liccardo e al responsabile del settore Patrimonio, la scrivente mette in guardia il Comune, per mezzo dei suoi funzionari o dipendenti, dalla possibilità di accedere nel suo appartamento e di rimuovere gli oggetti e le suppellettili ancora presenti nella casa. L’Ente, dopo aver coordinato e portato a termine lo sgombero, aveva concesso agli occupanti e ai proprietari, tra cui alcuni esponenti delle famiglie Simeoli e Orlando, la possibilità di provvedere autonomamente alle opportune e consequenziali operazioni di trasloco. Operazioni che sarebbero dovute terminare nei giorni scorsi e che sarebbero state concordate per evitare aggravi di spese e nuovi interventi da parte del Comune di Marano.

Le motivazioni contenute nella diffida. La promotrice della diffida lamenta di non aver ricevuto alcuna notifica di sgombero, di aver acquistato l’abitazione nel 2001, quando questa era già oggetto di richiesta di condono edilizio, di non aver preso parte al procedimento del tribunale di Napoli – Misure di prevenzione, che sancì la confisca di alcune particelle catastali, e di aver proposto un incidente di esecuzione (revoca confisca), la cui udienza è fissata per il prossimo mese. Della vicenda se ne sono occupati svariati tribunali. Il caso è stato analizzato, in prima battuta, tra una sospensiva e un pronunciamento (un altro è atteso per i prossimi giorni), anche dai giudici del Tar e del Consiglio di Stato.

Le prossime mosse? La difesa dell’Ente è forte di una recente relazione del Gico della Guardia di finanza. Nelle prossime ore sapremo come intende muoversi il Comune, chiamato in causa dalla diffida della signora Orlando.