Strade invase dai rifiuti, arriva l’ultimatum alla ditta. Liccardo: “Pronti ad allertare la prefettura se le cose non miglioreranno”.

Strade invase dai rifiuti, arriva l’ultimatum alla ditta. Liccardo: “Pronti ad allertare la prefettura se le cose non miglioreranno”.

Le strade di Marano nuovamente invase dai rifiuti. Un’emergenza esplosa nelle ultime ore e che non risparmia nessuna zona. Dal centro alla periferia, infatti, lo scenario è pressoché identico: cumuli di rifiuti e strade non sempre spazzate. Disservizi che non traggono origine dalle difficoltà di conferimento presso gli Stir, bensì da rivendicazioni sindacali e dinamiche tutte interne alla ditta, la Ecologica Falzarano, che gestisce il servizio sul territorio comunale. Vicende che hanno indotto l’amministrazione cittadina a correre ai ripari, attraverso l’applicazione di alcune penali, e a minacciare una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Le sanzioni pecuniarie comminate alla ditta ammontano a circa 25 mila euro (6mila più 19 mila euro). Il prelievo parziale della spazzatura sarebbe legato all’uscita di scena di tredici operatori ecologici, assunti qualche anno fa con contratti a tempo determinato. Sindacalisti da un lato e una parte dei lavoratori dall’altro hanno esercitato, nel corso delle ultime settimane, pressioni o forme di ostruzionismo affinché l’amministrazione comunale, di concerto con la Ecologica Falzarano, disponesse la proroga di quei contratti. Un invito che la giunta Liccardo non ha inteso recepire.

 

La posizione del Comune. “Pretendiamo il rispetto degli accordi contrattuali – spiega il sindaco Angelo Liccardo – Siamo in regola con i pagamenti verso la ditta, ma abbiamo ugualmente i cumuli in strada. Le agitazioni dei lavoratori? La pianta organica ne prevede 92, un incremento di tale numero si ripercuoterebbe sui costi del nuovo bando di gara, già in fase di pubblicazione, e di conseguenza sulle tasche dei cittadini. Abbiamo dato un ultimatum alla ditta – aggiunge il primo cittadino – se i disservizi proseguiranno, ci rivolgeremo al prefetto di Napoli”.

 

Isola ecologia, guardie ambientali e videosorveglianza. Ma al di là delle rivendicazioni degli operatori ecologici, che lamentano di non esser in numero sufficiente per poter espletare al meglio il servizio, l’Amministrazione sta cercando di imprimere un’accelerata al piano per l’installazione di un’isola ecologica, individuata nel 2008 in un’area confiscata, ma finora mai realizzata nonostante l’Ente disponga di un finanziamento regionale. Un ulteriore obiettivo è quello di potenziare il comparto Ambiente e territorio, da tempo orfano di un funzionario che abbia specifiche competenze in materia ambientale. “Anche su questo fronte – prosegue Liccardo – ci stiamo muovendo alacremente: abbiamo nominato un nuovo dirigente dell’area tecnica e reperito risorse umane da destinare all’area Ambiente. Tra qualche giorno, inoltre, sarà pronta anche la graduatoria delle guardie ambientale. Poi attingeremo dai fondi per il patto della Terra dei fuochi per installare videocamere in città”. Misure che dovrebbero portare (almeno si spera) a un miglioramento complessivo del servizio.