Terra dei fuochi, via a prime ricognizioni aeree

Terra dei fuochi, via a prime ricognizioni aeree

Sono state effettuate questa mattina le prime ricognizioni aeree sull’area della Terra dei Fuochi.

I sorvoli hanno riguardato, in particolare, l’area flegrea e il basso casertano.

Sono stati utilizzati aerei della linea ATR 42 MP dotati delle più avanzate strumentazioni tecnologiche in materia di telerilevamento ambientale, come i sensori multispettrali e ad infrarossi in grado di rilevare anomalie termiche.

Le ricognizioni sono state realizzate nell’ambito della convenzione firmata tra Corpo delle Capitanerie di Porto e Regione Campania per le attività di telerilevamento aereo finalizzate al contrasto dei crimini ambientali.

“Oggi – ha detto l’assessore all’Ambiente Giovanni Romano – ha avuto avvio la fase operativa dei controlli ambientali sul territorio interessato dall’ inquinamento derivante dallo smaltimento e dalla combustione illegale di rifiuti e dagli sversamenti abusivi nei corsi d’acqua. Avevamo assunto questo impegno con le Comunità locali e adesso lo concretizziamo.

“Dalle rilevazioni odierne potremo risalire alle zone precise in cui si stanno verificando inquinamenti per poter poi intervenire con rapidità e dare risposte ai cittadini in termini di sicurezza ambientale. Infatti, i dati acquisiti verranno elaborati dalle strutture tecniche della Guardia Costiera per consentirci di intervenire sui siti individuati subito dopo con le unità operative dell’ARPAC per le indagini preliminari e le caratterizzazioni finalizzate alla eliminazione delle fonti di inquinamento e alla bonifica. Il telerilevamento ha una assoluta efficacia nel garantire l’individuazione dei crimini ambientali e consentire una repressione del fenomeno anche perché i dati acquisiti saranno messi a disposizione delle Autorità Giudiziarie dalla Guardia Costiera che agisce come Corpo di Polizia Ambientale. Le verifiche sul campo consentiranno di dare una risposta efficace ai timori e alle richieste di informazione dei cittadini e di circoscrivere gli interventi di messa in sicurezza e di riqualificazione ambientale laddove veramente sono necessari, evitando allarmismi e generalizzazioni.”