Catturato a Terni il boss Pasquale Sibillo: era ricercato da giugno

Catturato a Terni il boss Pasquale Sibillo: era ricercato da giugno

Catturato Pasquale Sibillo, fratello di Emanuele, ucciso in un agguato, boss della cosiddetta ‘Paranza dei bambini’. Sibillo è stato arrestato a Terni dalla polizia. Il 24enne era ricercato dal giugno scorso perché ritenuto a capo di un cartello di famiglie che hanno smantellato il clan Mazzarella a Forcella. Un personaggio pericoloso sul quale ci sono indagini anche per gli agguati che hanno insanguinato il centro storico di Napoli.

Pasquale Sibillo, classe 1991, detto Lino, secondo il racconto di molti pentiti era a capo di una cosca che ha creato un cartello, quello dei giovani camorristi del quartiere di Forcella, che sta tentando di avere il controllo del centro storico di Napoli, opponendosi anche al potente clan Mazzerella. A maggio scorso era stato bersaglio di un agguato nel quale pero’ era riuscito ad anticipare l’azione dei sicari; meno fortunato il fratello Emanuele, ucciso il 9 giugno in via Oronzio Costa, sempre a Forcella. Secondo quanto si e’ appreso contestualmente al suo arresto a Terni, sono in corso diverse perquisizioni.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo recentemente disposto, teso a contrastare la recrudescenza criminale a Napoli che ha fatto registrare i seguenti cruenti episodi:

  1. 27.06.2015: esplosione di colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione di BONERBA Gennaro, legato alle famiglie BALDASSARRE – DEL PRETE;
  2. 29.06.2015: ferimento a colpi d’arma da fuoco di tre minorenni vicini a SIBILLO Emanuele;
  3. 30.06.2015: esplosione di colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione di BONERBA Gennaro;
  4. 02.07.2015: omicidio di SIBILLO Emanuele;
  5. 31.07.2015: omicidio di D’ALPINO Salvatore e ferimento di CARDARELLI Sabatino;
  6. 31.07.2015: omicidio di GALLETTA Luigi;
  7. 09.08.2015: ferimento a colpi d’arma da fuoco di MEMOLI Giuseppe.

Le aree napoletane di Forcella e Maddalena, interessate dalla progressiva disarticolazione del clan MAZZARELLA, un tempo egemone nelle zone centrali del capoluogo partenopeo, avrebbero di recente sofferto un conseguente vuoto di potere, specie nel controllo e gestione degli interessi illeciti legati allo spaccio di sostanze stupefacenti ed alle estorsioni, determinando il sorgere di forti contrasti tra il cartello camorristico costituito dalle famiglie GIULIANO, SIBILLO, BRUNETTI, AMIRANTE e le famiglie avverse BALDASSARRE e DEL PRETE, tradizionalmente legate ai MAZZARELLA.