Evasione: immobili sequestrati a Giugliano

Evasione: immobili sequestrati a Giugliano

Militari della Compagnia di Pozzuoli hanno eseguito 3 misure cautelari (obblighi di dimora) e sequestrato beni per un valore di oltre tre milioni di euro nei confronti di due imprenditori ed un commercialista nell’ambito di un’indagine, coordinata dalla Sezione criminalità economica della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, che ha consentito di portare alla luce un sistema di frode finalizzato all’evasione dell’ I.V.A. e delle imposte dirette.

La scoperta delle fattispecie delittuose di natura tributaria è stato l’epilogo di accertamenti di polizia economico-finanziaria e giudiziaria  svolti a seguito di verifiche fiscali espletate nei confronti di alcune società esercenti attività di installazione di telecomunicazioni in fibra ottica,  gestite da un commercialista e da due imprenditori, con la complicità di prestanomi.

L’indagine, complessivamente, ha consentito di acclarare che le società coinvolte avevano emesso fatture relative ad operazioni oggettivamente esoggettivamente fittizie per un ammontare di circa 6 milioni di euro nei confronti di 46 imprese dislocate in Campania, Lazio, Emilia Romagna e Lombardia, fra cui figurano anche alcune grandi società del settore delle telecomunicazioni.

Le ulteriori risultanze dell’attività svolta dalla Guardia di Finanza, basata anche su indagini bancarie e patrimoniali, hanno fornito un quadro allarmante per le gravi condotte poste in essere che ha consentito all’A.G. di disporre l’applicazione di misure cautelari nei confronti degli indagati ed il sequestro dei beni loro riconducibili, al fine di garantire la pretesa erariale.

In sintesi, agli indagati, che rispondono dei reati di cui agli artt. 416 c.p., 5, 8 e 10 D.Lgs 74/00, sono stati sequestrati:

  • 6 immobili, ubicati nei comuni di Sinalunga (SI), Giugliano in Campania (NA), Terzigno (NA) e Torre Annunziata (NA);

–   4 autovetture e 4 motocicli;
– disponibilità finanziarie detenute pressi diversi intermediari dislocati sul territorio nazionale.

Inoltre, a tre società coinvolte nella frode è stata attribuita anche la responsabilità amministrativa prevista dal D.lgs 231/2001.