La corsa allo scudetto del Napoli, secondo Nonno Edwin

La corsa allo scudetto del Napoli, secondo Nonno Edwin

“Conosci Marcel Proust? Scrittore francese, perdente assoluto: mai fatto un lavoro vero, amori non corrisposti, gay; passa vent’anni a scrivere un libro che quasi nessuno legge, ma è forse il più grande scrittore dopo Shakespeare. Comunque, arrivato alla fine della sua vita, si guarda indietro e conclude che tutti gli anni in cui ha sofferto erano gli anni migliori della sua vita, perché lo hanno reso ciò che era. Gli anni in cui è stato felice, tutti sprecati: non gli hanno insegnato niente”. Lo dice Frank a Dwayne, nel meraviglioso viaggio che piazzò Albuquerque sulla cartina del mondo prima di Breaking Bad grazie a Little Miss Sunshine. Si parla di vincere e di perdere, perché vincere e perdere sono i due filoni della vita.

 

A -2 dalla Roma è obbligatorio provare a fare qualcosa di importante, andare a caccia di lupi senza alcuna pietà perché come diceva Nonno Edwin ad Olive “Lo sai cos’è un perdente? Il vero perdente è uno che ha così paura di non vincere che nemmeno ci prova, tu non hai paura vero?” e no, il Napoli non può avere paura perché ha un popolo da rappresentare perché ai concorsi di bellezza, può anche non essere il più bello, ma il carosello ci deve scappare sempre.

 

Perché ricordate: “Il mondo si divide in due categorie: i vincenti e i perdenti. Dentro ognuno di voi, nessuno escluso, alla radice stessa del vostro essere, c’è un vincente che aspetta di essere svegliato e sguinzagliato per il mondo!”