Giugliano, si muove qualcosa per gli allagamenti della fascia costiera

Giugliano, si muove qualcosa per gli allagamenti della fascia costiera

L’Amministrazione comunale ha partecipato al bando RENDIS del Ministero dell’Ambiente presentando il progetto di un nuovo alveo (una sorta di “Alveo Camaldoli 2”), che costituisce un prolungamento in direzione del mare del tracciato del già esistente “Cavone Croccone”, che ha origine nel territorio di Qualiano (a poche centinaia di metri da Auchan, lato Qualiano) per poi incunearsi nel territorio giuglianese fin quasi a via Gelsi.

 
Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo alveo, in modo da raccogliere le acque piovane di una vasta area della zona costiera di Giugliano, risolvendo definitivamente gli attuali problemi di allagamenti.
Il tratto di intervento previsto ha una lunghezza di 8.082 metri, dei quali 1.680 di risistemazione della parte del “Cavone Croccone” tuttora esistente nel nostro territorio e 6.402 metri di completa nuova inalveazione (scavi eseguiti ex novo in terreni in cui non è già esistente un alveo).

 
Quest’intervento, laddove finanziato, potrebbe avere una ricaduta positiva su un’area di circa 20 kmq, abitata da oltre 30mila persone.
È prevista la realizzazione di ben 10 attraversamenti stradali (tra cui: Via Carrafiello; Via Gelsi; SS 7 Quater; Via Madonna del Pantano; Via Pacchianella; Via Domitiana).
La superficie complessivamente interessata dagli scavi per la realizzazione del canale e della limitrofa pista di 7.00 m di larghezza: 157.778,60 mq, corripondenti a circa 16 ettari. Accanto al nuovo alveo, il progetto prevede la realizzazione di piste ciclabili, aree alberate e corsie carrabili.
Il costo stimato (e il relativo finanziamento richiesto) è di 37.285.464,70 euro, dei quali 23.184.691,62 euro per la vera e propria esecuzione dei lavori.
Molto probabilmente diverse decine di anni fa il Cavone Croccone costituiva un affluente in destra idraulica dell’Alveo dei Camaldoli. Da almeno una ventina di anni, a causa dell’antropizzazione di quella zona, per manomissioni effettuate dall’uomo, il collegamento funzionale con l”Alveo dei Camaldoli si è perso, per cui le acque che provengono dal bacino imbrifero drenato dal Croccone, non più incanalate, spagliano in aperta campagna, e vanno quindi a contribuire all’allagamento di via Carrafiello e di via Gelsi.

 
“Si tratta di un complesso intervento di ingegneria idraulica che potrà raccogliere e convogliare fino alla vecchia foce del Lago Patria (e di qui al
mare) tutte le portate di origine neteorica che, attualmente, non trovando alcuna forma di recapito, non possono che ruscellare superficialmente, fino a finire in aree altimetricamente depresse, negli scantinati, nei bassi, ecc., dando origine a un elevato rischio per la popolazione”, spiega il vicesindaco Domenico Pianese, docente di Costruzioni idrauliche, che ha coordinato il progetto.
“Stiamo lavorando ad una serie di progetti tesi ad eliminare il problema degli allagamenti – afferma il Sindaco, Antonio Poziello-. Vaste aree del nostro territorio finiscono sott’acqua ad ogni pioggia, con gravi danni e pericoli per persone e cose. Per questo motivo con l’Autorita di Bacino della Campania Centrale stiamo studiando gli interventi più idonei di mitigazione del rischio idrogeologico, dando la priorità alla zona Domitia”.

 
Da parte sua, l’Assessore alla Fascia Costiera Carla Rimoli sottolinea il fatto che l’Amministrazione comunale stia dando grande attenzione proprio alla zona mare. “Stiamo lavorando ad una serie di progetti e di interventi che se da un lato sono suscettibili di ridurre il rischio di allagamenti, dall’altro intendono migliorare la qualità della vita degli abitanti della zona costiera. Dando a questa la priorità sui nuovi progetti e nelle future richieste di finanziamenti”.