“Dacci soldi sennò diamo fuoco a te e agli operai”: le frasi shock dei tre estorsori del clan Polverino- Nuvoletta

“Dacci soldi sennò diamo fuoco a te e agli operai”: le frasi shock dei tre estorsori del clan Polverino- Nuvoletta

Le loro frasi non hanno lasciato margini di dubbio. Chiare, nette e soprattutto minacciose. Parole che accompagnavano a schiaffi e pugni inferti al responsabile del cantiere di Corso Umberto.  “Geometra avvisa il tuo capo che ci deve dare i soldi che qua a Marano comandiamo noi, se non ce li da i soldi ti diamo fuoco a te, alle macchine, al cantiere e agli operai, noi qui gestiamo noi, veniamo a prenderti sino ad Afragola, ma gli operai non ti hanno avvisato che devi venire dai compagni di Marano?”.

 

A seguito di questo episodio estorsivo, del danneggiamento di un mezzo e del furto di un altro, la vittima decide di denunciare e di raccontare tutto ai carabinieri che avviano le indagini. In manette ci finiscono tre persone, Nicola Raimondo, 42enne di Marano, alias “semenzella”, Raffaele Di Maro, 45enne di Giugliano, alias “Recchia e puorc”, e Giovanni Raniello, 33enne di Marano di Napoli, alias “Giuann o milanese” presunti affiliati al clan ‘Polverino-Nuvoletta’, attivo a Marano di Napoli, ritenuti responsabili di tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose.

 

Il grave episodio fu messo in atto lo scorso maggio. Ad avvicinarsi al geometra fu Nicola Raimondo, che prima lo afferrò per la camicia, poi lo schiaffeggiò così forte da far cadere gli occhiali e stordire la povera vittima. Dopo qualche secondo giunsero gli altri due a bordo di un motorino risultato intestato al nipote di Armando Del Core, quest’ultimo  in carcere per l’omicidio Siani, particolari che, tr l’altro,  secondo carabinieri dimostrerebbero la vicinanza dei tre al clan egemone a Marano.

 

Dopo l’aggressione e la violenza poi il netto riferimento a Ciccio Pertuso, ovvero Sabatino Cerullo, esponente dei Nuvoletta – Polverino, in carcere da tempo. La vittima ha poi raccontato di altri episodi estorsivi subiti a Calvizzano dove la ditta stava effettuando altri lavori.