Bilancio approvato, ma in aula è bagarre. Momenti di tensione tra i consiglieri e gli amministratori. Leggi la nota dei revisori

Bilancio approvato, l’amministrazione Liccardo continua nella sua avventura. Ieri l’attesissima seduta sul previsionale, conclusasi ben oltre la mezzanotte e dopo momenti di tensione (scontri verbali in aula e fuori dall’aula tra alcuni consiglieri e tra consiglieri e assessori) che avevano fatto temere il peggio. Si va avanti dunque nonostante il parere negativo espresso dal collegio dei revisori dei conti, le cui perplessità sul documento contabile presentato dall’assessore Paolo Longoni sono state confermate e ribadite anche durante la seduta di ieri. L’assessore al ramo ha cercato di smontare le tesi del Collegio (sono quattro le previsioni di entrata ritenute non congrue), pur riconoscendo che forse “si sarebbe dovuto e potuto fare di più”. Il Consiglio comunale, su proposta del consigliere di minoranza Pasquale Coppola, ha impegnato l’amministrazione a devolvere – nei limiti imposti dal bilancio o attraverso il ricorso al 5 per mille – a devolvere fondi alle popolazioni sarde colpite dalle recenti alluvioni. Niente da fare invece per la mozione presentata da Mauro Bertini, volta a semplificare la modulistica a corredo delle richieste di agevolazioni per la Tarsu, con particolare riferimento ai dati catastali (anche per i singoli occupanti di immobili o per chi ha in casa un portatore d’handicap) da inserire nelle domande da consegnare al Comune.

 

Marra chiede le dimissioni dei revisori dei conti. Come preannunciato dalle pagine di Teleclubitalia, dai banchi della maggioranza è stato chiesto ai revisori di rassegnare le proprie dimissioni o in subordine di convocare un’apposita assise incentrata sulla revoca dell’incarico. Particolarmente agguerrito il consigliere Vincenzo Marra: “I revisori hanno espresso un parere sommario, riduttivo, probabilmente figlio di un determinato disegno politico”. Parole che non sono piaciute all’assessore Longoni, che ha chiesto a Marra “di evitare di fare illazioni sulla professionalità dei tre componenti del collegio”. Hanno preso le distanze dalle parole di Marra, sempre dai banchi della maggioranza, anche i consiglieri Ricciardiello e Sansone. Sul finire della seduta l’intervento del primo cittadino Angelo Liccardo: “I revisori dovrebbero supportare il lavoro dell’amministrazione. Invece, nonostante le reiterate sollecitazioni del presidente del Consiglio, hanno assunto, specie nel corso delle ultime settimane, un atteggiamento ostruzionistico”.

 

La palla passa ora alla Corte dei conti? Hanno sottolineato infine “l’incapacità politica della giunta nel saper comporre la frattura con l’organo di revisione” i consiglieri di minoranza Paragliola, Palladino, Bertini e Passariello, con questi ultimi che alla fine, ascoltata la relazione del presidente dei revisori Gomez de Ayala, hanno ricordato agli amministratori e ai consiglieri di maggioranza che “la palla passerà inevitabilmente alla Corte dei conti”, organo deputo a chiarire e dirimere gli aspetti tecnici del bilancio su cui si è discusso in aula. Chi avrà ragione? L’assessore Longoni o i tre revisori? Quel che è certo è che, seppur tra le righe, le stoccate più “corpose” sono state indirizzate (dai componenti del collegio) al dirigente dell’area economico- finanziaria Claudia Gargiulo, rea “di non aver fornito tutta la documentazione a supporto dello schema di bilancio”. Bilancio che è passato con il voto favorevole di tutta la maggioranza e contrario delle forze (Pd, Idv, L’Altra Marano e indipendenti Passariello e Abbatiello) all’opposizione. Assente al momento del voto il consigliere Francesco Migliaccio.

 

Mozione di sfiducia in arrivo per Teresa Giaccio. Bertini intanto preannuncia una mozione di sfiducia nei confronti del vicesindaco Teresa Giaccio. La Giaccio, che ha la delega al Contenzioso, è stata invitata in aula dall’ex sindaco a rassegnare le proprie dimissioni, poiché difenderebbe, “davanti al Tar, privati cittadini in cause contro il Comune di Marano”. Accuse confutate dalla Giaccio, ma che non placano la polemica.