La vendemmia anticamorra, l’iniziativa della Don Mauro di Villaricca

La vendemmia anticamorra, l’iniziativa della Don Mauro di Villaricca

Dorati grappoli di uva falanghina dei Campi Flegrei, filari e filari di vitigno ed il vociare allegro e gioioso di 45 giovani studenti della “Don Mauro” di Villaricca, che questa mattina sono al Fondo Rustico Selva Lacandona, intitolato ad Amato Lamberti, il primo bene agricolo confiscato alla camorra, per la partecipare alla vendemmia. Il fondoè gestito dagli attivisti della Cooperativa (R)esistenza Anticamorra, associazione molto attiva, per la legalità nel territorio di Scampia e Chiaiano, che con una serie di attività concrete, prova a ristabilire equità sociale anche attraverso la condivisione della gioia della vendemmia con le tantissime persone che aderiscono  all’iniziativa tra le quali, quest’anno, anche Marino De Falco di Photoclub Partenope.

Ad accogliere i giovani studenti della “Don Mauro”, Daniela Minardi, della Cooperativa (R)esistenza, la quale ha avuto modo di spiegare ai ragazzi la storia del fondo e cosa vuol dire fare la vendemmia su un fondo sottratto alla camorra: “Dalla vendita del vino abbiamo creato anche  una borsa lavoro, per l’inserimento dei detenuti e dai proventi della vendita dello scorso anno, abbiamo assunto un ex detenuto. E’ la dimostrazione di quanto sia importante restituire alla collettività un bene confiscato, perché i beni sono della collettività”.

Ad accompagnare la delegazione di studenti, la professoressa Valentina Biancaccio: “Un momento sociale ed educativo, che ha una doppia valenza: recupero delle proprie radici contadine in quanto molti di questi ragazzi non sanno cosa sia una vendemmia e non vi hanno mai preso parte. L’altro aspetto è l’educazione alla legalità, che va affermata anche attraverso i gesti concreti perché è compito di ognuno di noi difendere il nostro territorio, curarlo e tutelarlo”.

Il fondo agricolo si trova nell’area adiacente al Parco Metropolitano delle Colline di Napoli, si estende su circa 14 ettari di vigneto e frutteto, ed è stato confiscato circa 15 anni fa, alla famiglia Simeoli del clan Nuvoletta di Marano.