Rapina ad Ercolano. Parla il gioielliere: “Mi volevano uccidere, perciò ho sparato”

Rapina ad Ercolano. Parla il gioielliere: “Mi volevano uccidere, perciò ho sparato”

Emergono nuovi particolari della rapina che ieri ad Ercolano è finita in tragedia con i due banditi uccisi dalla vittima. L’uomo, un gioielliere molto noto in città, ha infatti raccontato la sua versione ai carabinieri. Ha raccontato di aver effettuato il prelievo da 5mila euro in un istituto bancario della zona e che era in compagnia di un amico quando stava riprendendo l’auto che aveva parcheggiato nel piazzale di un deposito all’ingrosso di detersivi e bibite, come era solito fare quando si recava in banca.

Ad un tratto i due banditi gli avrebbero puntato una pistola a pochi centimetri dal volto, minacciandolo: ”Dacci i soldi, senno’ ti ammazziamo”.

Contestualmente gli hanno aperto la giacca introducendo la mano nella tasca interna dove sapevano erano custoditi i soldi. Probabilmente – secondo la versione riferita dall’uomo – i due avrebbero notato la pistola nella cintola dei pantaloni. Ed e’ a quel punto che uno dei due ha premuto il grilletto della pistola a canna corta che poi si scoprira’ essere caricata a salve. Ma la pistola si  è inceppata. L’uomo ha reagito e sparato. ”Ho sparato per difendere la mia vita, non certo per difendere i soldi” ha detto nell’interrogatorio. Aveva il porto d’armi dal 1975 e non lo aveva mai utilizzato ne’ aveva subito rapine. Al vaglio dei carabinieri elementi e dichiarazioni di testimoni. Il commerciante di preziosi, contrariamente a quanto si e’ appreso in un primo momento, non ha legami di parentela con il titolare del deposito di detersivi e bibite