Insigne ‘o Brigant

Insigne ‘o Brigant

La genuinità e la spensieratezza, la capacità di reazione e la consapevolezza di far parte di qualcosa di grande, di avere il dovere di intervenire, perché Lorenzo, quello basso, di Frattamaggiore, che giocava con i fratelli per strada, è diventato grande. Lo è diventato già due stagioni fa, quando Cesare Prandelli lo convocò per il Campionato del Mondo di Calcio, in Brasile, la patria del joga bonito, lui che, da Frattamaggiore, ha sempre giocato col sorriso sulle labbra.

E’ diventato ancora più grande sabato. Da Napoletano, tifoso del Napoli, segna un gol che aveva sempre sognato, al portiere più forte di tutti i tempi, alla squadra che domina in Italia da un lustro e che lo scorso anno si è piegata solo agli alieni del Barcellona, perché ce lo stiamo dimenticando, ma la Juventus, umiliata al San Paolo, lo scorso anno è stata a 90′ dal Triplete.

Il piccolo brigante di Frattamaggire, è nato uomo, è diventato brigante, come tutti i meridionali che ci tenevano alla propria terra. Ha respinto l’assalto piemontese con un colpo da biliardo grazie a quel magico piede destro, il miglior piede destro italiano, forse addirittura di tutto il campionato con cui si gioca il primato con il bosniaco d’oro della Roma, Miralem Pjianic, che ormai sta trasformando le punizioni dal limite in rigori in movimento. Il brigante Insigne, nel giorno della 100esima con la maglia del Napoli,  ha preso la Vecchia Signora e che con molto poco garbo l’ha sbattuta giù dal piedistallo.