“Il partito personale. I due corpi del leader”

Come ben spiega l’autore nell’introduzione: «già nella sua prima edizione, il libro metteva in risalto come il processo di personalizzazione non riguardasse solo la neonata creatura del Cavaliere, ma investisse, in varie forme, l’universo dei partiti italiani. In particolare, erano tre i tipi di partito personale che affiancavano il new model army di Berlusconi: il partito dei sindaci, quello dei notabili, e quello che traeva la sua forza dalle leve istituzionali di Palazzo Chigi. Negli ultimi dieci anni. Questi tre partiti hanno avuto alterne vicende».
A dieci anni dalla prima edizione, Il partito personale di Mauro Calise non perde dunque il suo peso analitico, anzi, esso rimane un testo che fa tuttora da sfondo a gran parte dei contributi orientati a comprendere il rapporto tra i partiti e sistema politico teso sempre di più alla personalizzazione dei contenuti politici, delle strategie elettorali, della comunicazione mediatizzata.

Non v’è articolo che ha avuto modo di occuparsi di partiti che non rimanda alla nota locuzione del politologo napoletano, non v’è riflessione sulla trasformazione della comunicazione politica che non riprenda sistematicamente il processo di personalizzazione come una variabile che ha influito sul modo di fare le campagne elettorali. In questi anni la personalizzazione è diventata anche di uso giornalistico, sempre più spesso gli editoriali dei maggiori quotidiani italiani – da Ilvo Diamanti su Repubblica a Giovanni Sartori sul Corriere – rimandano alla intuizione di Mauro Calise sul sistema partitico italiano, e spesso durante i talk show politici il partito personale è tirato in ballo come metro di misurazione del rapporto che
sussiste tra leader e sistema politico, tra elettore e partiti.

Il testo, nel suo frame teorico originale, rimane quasi intatto rispetto all’edizione originale. Vi sono però diversi aggiornamenti che rimandano soprattutto al processo di presidenzializzazione – ripreso anche nell’ultimo testo La terza repubblica (Calise, 2009) – e alla cosiddetta personalizzazione locale, fenomeno che si è radicalizzato in seguito alla riorma del titolo V della Costutizione al processo federale del nostro sistema istituzionale. Infatti, Calise insiste sul rafforzamento di tali dinamiche a livello locale sostenendo che sono spuntati i neo-notabili […] riesumando le reti e i linguaggi degli scambi interpersonali, la ragnatela dei piccoli interessi nascosti sotto le bandiere. Federalismo, autonomia, territorio sono stati i cavalli di Troia al ritorno del ceppo più antico della politica italiana: quello dei capi e i loro seguiti di conoscenti e parenti, amici, e amici degli amici.
Dieci anni dopo il partito personale ha compiuto una mutazione genetica che è anche una regressione storica. Giano bifronte, la sua penetrazione guarda al futuro, e affonda nel passato. Il
partito virtuale e di plastica inventato da Silvio Berlusconi ha trovato imitatori di rango per il pianeta […] tra i potenti di tutto il mondo, Berlusconi è diventato il battistrada di un ambizione a lungo proibita: fondere il potere dei soldi con quello delle istituzioni politiche, non più nel chiuso delle lobby ma in diretta tv (Calise, p.123).

Resta ancora forte l’idea dei due corpi del leader – presa in prestito da i due corpi del re di Kantorowicz – nel quale Calise spiega che i moderni capi non sono in rotta con la democrazia, anzi, per molti versi, ne incarnano l’estremo sviluppo. Godono di un ampio consenso popolare, in forme più plebiscitarie e sondocratiche che non possono, tuttavia, essere tacciate di
violare il principio base della democrazia : l’investitura da parte della maggioranza degli elettori. In questo testo Calise avanza anche l’ipotesi di un partito del premier entrato solo recentemente nelle parole della politica, che mette in risalto un esecutivo rinforzato e allargato nelle sue competenze. Da primus inter pares il premier diventa dominus incontrastato acquisendo lentamente il peso e il prestigio di un leader, da organo collegiale debole il governo diventa sempre di più un organo monocratico: con un centro decisionale che monopolizza gran parte delle attività dei ministeri che gli fanno corona. Calise tiene e a precisare che in questo processo di accentramento dei ministeri resta fuori quello del Tesoro, cui spetta un ruolo di primo piano sulla scena internazionale e che riesce a stare al passo con l’ammodernamento tecnocratico.

La nuova edizione si chiude con un capitolo inedito (Ragioni, interessi, passioni) dove l’autore si interroga sulle dinamiche di voto che – oltre a quello razionale, di scambio e voto di opinione – oggi vede una nuova tipologia: il voto al leader. Un voto in cui conta moltissimo la personalità e il carisma del leader.

Calise M., Il partito personale. I due corpi del leader , Laterza 2010