Il Movimento 5 Stelle è un partito a tutti gli effetti. Come può distruggere la partitocrazia?

Dopo il post di ieri, in molto mi hanno commentato, anche in maniera piuttosto violenta,
sostenendo che il Movimento 5 Stelle non è fascista e non ha similitudini con il movimento di destra sociale nato sugli inizi del secolo scorso. E in effetti hanno ragione, il Movimento 5 Stelle non è associabile al PNF, anche se un esercizio accademico si potrebbe fare anche su questo tema. Il problema però è che nel mio post non ho mai parlato del Movimento 5 Stelle, bensì di Grillismo, e la lettera maiuscola non é un caso. Distinguendo il Grillismo dal Movimento 5 Stelle non è cosa da poco. Il primo è un processo sovrastrutturale che ha dimensioni ideologiche e che si alimenta delle boutade del suo leader carismatico, Beppe Grillo.

Il secondo invece ha una dimensione organizzativa chiara, una piattaforma politica, un suo programma (su questo punto si potrebbe discutere per ore) e addirittura consiglieri regionali e vari amministratori. Bastano queste poche variabili per porre una differenza sostanziale capace di dirci che il Grillismo è l’ideologia (uso un termine forte per me che sono un sociologo dei fenomeni politici) il secondo è la sua organizzazione partitica. Sì, il Movimento 5 Stelle è un partito a tutti gli effetti, e bisogna smetterla di tirarlo fuori dal sistema politico come se fosse una anomalia o addirittura qualcosa di differente dai partiti tradizionali. Esso oggi ha ancora una natura fortemente ancorata alla dimensione ideo logica e valoriale del Grillismo, ma è anche nota la forte discrasia che in questi mesi si sta creando tra la forma propagandistica di Grillo e la piattaforma programmatica e organizzativa del movimento. Appare quindi contraddittorio, se non addirittura senza fondamento, la pretesa da parte degli appartenenti del Movimento 5 Stelle di tirarsi fuori dalla definizione di partito, come è
altrettanto difficile comprendere perché se si parla di Grillismo come fenomeno sociale e politico si debbano in maniera ambigua associare e distinguere le due dimensioni, quella ideologica e quella organizzativa.

Il Grillismo ha dei tratti chiari che, prendendo qualsiasi manuale di Scienza Politica o
di Sociologia dei fenomeni politici, è definibile come Antipolitica, piaccia o non piaccia il termine, e se affrontato in maniera specifica ha tratti e similitudini linguistiche con parecchi fenomeni nazionali ed europei. Dal Fronte dell’Uomo qualunque alla Lega, dal Lepenismo al Diciannovismo. Il Movimento 5 Stelle non è altro che la sua estensione partitica e organizzativa. Fatta di militanti, programmi, rappresentanti ed amministratori. Si arrendano dunque i vari commentatori del M5S che urlano di spazzare via i partiti, è una affermazione che non regge. Sarebbe un bene non continuare a sostenere che è un gruppo di cittadini stufi della classe politica. Vi ricordo che anche
i vari Bersani e Vendola sono innanzitutto cittadini, con una sola e piccola differenza, quella di averscelto la professione politica già da un bel po’ di anni. Quindi, al di là dei commenti violenti ricevuti, è inutile guardare gli altri e pulirsi di nuove definizioni, in quanto il Movimento 5 Stelle è già un partito a tutti gli effetti