Quel pasticiaccio brutto del PD di Napoli

Le metafore cinematografiche o letterarie per spiegare ciò che sta avvenendo presso il Partito Democratico di Napoli abbandonano. Potrei cominciare con Il Giorno della Marmotta , (titolo originale Ricomincio da Capo) dove ogni mattina i militanti e i dirigenti si svegliano in una sorta di loop temporale datato 23 gennaio 2011 – il giorno delle famose primarie e della polemica sui brogli mai sopita – e dal quale tutti, ma proprio tutti, non riescono più ad uscirne.

Ma potrei anche usare Il ritratto di Dorian Gray , dove c’è sempre quella data a fermare il tempo mentre dirigenti, struttura, militanti o semplici iscritti continuano ad invecchiare senza effettivamente comprendere quale sarà il loro destino. E potrei continuare per ore visto che il caso è il più classico dei labirinti.
La storia è piuttosto lunga da raccontare ma, riassumendo il più possibile, potrei riportare solo questo dato: negli ultimi 5 anni ci sono stati ben 3 commissariamenti e l’ultimo commissario, Andrea Orlando, è stato recentemente sospeso in quanto il Tribunale di Roma ha dato “ragione” a Nicola Tremante «per difetto di potere a termini di Statuto del Pd».

Ci sono tutti i termini per un romanzetto giallo, ma anche per una bella e complessa sharada. Brogli, ommissariamento, tribunali e così via, rendono la vicenda del PD della provincia di Napoli un anomalo puzzle dove nessuno, almeno fino ad ora, è riuscito a trovare il pezzo mancante. Attualmente il PD di Napoli non ha quindi un segretario ma, e qui sta il paradosso, non ha ancora né una data di congresso e tantomeno dei candidati ufficiali per la sergreteria. Il vulnus assoluto. C’è da dire però che da più parti si invoca il congresso e si reclamano candidature forti, come ha proprio oggi scritto Francesco Nicodemo, Responsabile della comunicazione del provinciale di Napoli, e qualche nome per la segreteria sta circolando. Ad ora c’è quello di Luigi Cimmino, già
vicesegretario della segreteria Tremante, e nelle ultime ore si sta facendo anche il nome di Domenico Tuccillo, attualmente vicesegretario regionale. Ma ancora non vi sono candidature ufficiali.

Quello che però preme ad un semplice “osservatore partecipante” come me è far notare che l’empasse scaturitosi dopo le primarie, e in parte egregiamente governato dal Commisario uscente Orlando, è nella sua fase più intensa che difficilmente potrà essere superata. Uno dei motivi è dato dalla mancaza di determinazione politica nella “conquista” – perché di tale si tratta – delle segreteria provinciale.

Lo spettro delle tessere, il peso delle componenti, i vecchi dirigenti di partito che non vogliono mollare la presa, nonostante la sciagura delle ultime elezioni comunali, sono solo alcuni dei motivi che impediscono una rinascita politica. Il tutto condito da una insana e non comprensibile assenza di nomi nuovi capaci di rinvigorire e rilanciare il provinciale napoletano. Una eterna partita a scacchi.

A questo punto in quello che mi viene in mente non c’è né Dorian Gray e né il Giorno della Marmotta, ma uno dei più bei romanzi di Carlo Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, dove non v’è soluzione e non vi sono colpevoli, un caso troppo complesso e caleidoscopico per poterne uscire. Sta di fatto che dopo 3 commissariamenti in meno di 5 anni è arrivato il momento. Caro PD di Napoli, serve un segretario. Subito.