Ma ieri sera lo hai visto Berlusconi da Santoro?

Già ieri sera, durante una cena con amici, ho avuto i primi segnali. È stato un po’ come assistere ad un grande derby calcistico. Ovazioni ad ogni battuta, risate isteriche ai “coupe de theatre” del Cavaliere, sguardi di intesa con gli amici alle stoccate di Travaglio.
Si dirà che è politica spettacolo, che è stato tutto uno show, si parlerà di share, che Berlusconi è un leone televisivo o che le 3 ore di ieri sera erano tutte preparate.
Si dirà che Berlusconi ha vinto, che Santoro è stato stracciato mediaticamente dalla verve dell’ex premier, che Travaglio meritava la standing ovation o che lo stesso, davanti ad una preda che ha inseguito per quasi venti anni, ha perso smalto nel momento del tanto agognato confronto, deludendo non poco i suoi lettori-fan.
E ancora, si scriveranno fiumi di articoli, post, commenti, editoriali, tweet e via discorrendo. Sì faranno trasmissioni televisive, si pubblicheranno saggi e si faranno lezioni ai corsi di comunicazione politica o di giornalismo.
Si ascolteranno confronti al bar mentre si fa colazione, si udiranno conversazioni nel tram o nel pullman mentre si va a lavoro, si discuterà con il collega di lavoro durante una pausa caffè.
Ecco, questa sarà il refrain di oggi, che avrà sullo sfondo un antipatico quanto malato modo di convivere e discutere di Politica. Sì, perché lo “spettacolo” di ieri sera ha fatto riemergere quello che ha caratterizzato tutta la Seconda Repubblica: un sistema politico in balia della rissa televisiva e del consenso mediatico.
Ma non è il sistema politico o quello mediatico ad essere malato, perché l’entusiasmo che mostreremo alla domanda “Ma ieri sera lo hai visto Berlusconi da Santoro?” ci indicherà una situazione che fondamentalmente abbiamo cercato, abbiamo voluto e che abbiamo contribuito a creare.
Ed è questo quello che a me preme dire, ovvero che prima di rispondere, scrivere e conversare su quanto sia stato patetico, ignobile, divertente o interessante il “confronto” televisivo di ieri sera, di soffermarci almeno per 30 secondi o per due righe e senza esitare dire o scrivere una semplice frase “anche io ho contribuito a creare quel Paese curioso e pruriginoso che ieri sera si è palesato in tutta la sua forza”
Buona giornata.

Pubblicato anche su Linkiesta