Fenomenologia della Santanchè

Nata nella provincia di Cuneo nel 1961. La provincia bene, quella che ha studiato, quella che ha lavorato tutta la vita, quella del “lei non sa chi sono io”. Seconda figlia di un noto imprenditore e per forza di cose destinata a percorrere la strada che i genitori avevano scelto per lei: un marito facoltoso, una bella famiglia, una casa grande e accogliente…cosa pretendere di più. Daniela Garnero – così all’anagrafe fino al matrimonio – si laurea in Scienze Politiche a Torino contro il volere del padre che la voleva mamma e moglie. In effetti, moglie lo è stata, e più di una volta. Il suo primo matrimonio risale al 1982 a soli 21 anni. Si, mentre la nazionale diventava campione del mondo, Daniela sposava un ricco e importante chirurgo plastico, Paolo Santanchè, di 15 anni più anziano. Come primo regalo il medico le rifà il naso e le toglie quella fastidiosa gobbetta, tormento di tutta l’adolescenza.Da moglie e con il naso nuovo Daniela debutta come “modellina” per Enrico Coveri, fa da PR all’attività del marito, ovviamente mostrando la merce ai clienti, e comincia a muoversi nei “salotti giusti”, o meglio, nella “barche giuste”. Infatti una delle passioni di Daniela è la Sardegna e le relative barche che ormeggiano durante l’estate. Ed è propria su una barca che lascia il primo marito per andare poi a vivere con Canio, suo attuale compagno.
Daniela è da sempre una donna di destra, lo ha dimostrato al padre più volte, in primis rifiutando la Citroen 2 cavalli regalata dal padre a 18 anni, troppo da figli dei fiori, e poi non diventando brigatista durante gli anni di studio a Torino (così afferma la biografia). Daniela era una studentessa modello, sognava di diventare ministro del Tesoro, non per diventare famosa, ma per diventare autorevole (ancora sulla biografia), aveva da sempre evitato quelle strade semplici – come la modella o la giornalista televisiva – per arrivare alla notorietà, lei badava più al cervello che alla presenza fisica.

“Quando ero ragazza impazzivano tutti per Claudio Baglioni, che andava per la maggiore, ma io no. Non ho mai avuto dei miti, che so i cantanti, gli attori, e infatti non avevo neppure i classici manifesti appesi in camera. Solo ora, con la politica, mi è venuta la passione per Margaret Thatcher: una donna che mi avvince, che ha cambiato la storia del suo paese”.

Una passione dunque che ha portato nel 2001 Daniela Santanchè dritta dritta in Parlamento con Alleanza Nazionale, in quota La Russa, in una circoscrizione – si dice – difficile per AN. Daniela porta finalmente un po’ di classe nel vecchio transatlantico. A colpi di Gucci e Chanel, minigonne ai limiti del buon gusto, “middle-finger” agli studenti e irritazione costante da parte della comunità mussulmana italiana, Daniela Garnero Santanchè è stata spesso al centro del dibattito mediatico. Memorabile la sua ira sulle reti nazionali, quando il presidente dell’UCOII (Unione delle Comunità ed organizzazione Islamiche in Italia) apostrofandola come un’ignorante, le consigliò di evitare di parlare del Corano senza averlo almeno consultato. Lei, forte del suo libro La donna negata, si è inventata una fatwa – senza considerare quanto sia complesso come concetto – ed ha fatto sua una campagna contro il velo, qualsiasi tipo di velo, ed eleggendosi portatrice di diritti delle donne musulmane in Italia.
Daniela Santanchè quindi è una donna molto impegnata sotto il profilo politico e culturale e pare sia anche una persona terribilmente profonda nei sentimenti privati, infatti è risaputo che uno dei suoi motti più famosi sia ”innanzitutto l’amicizia”. Tra le sue più grandi amiche spicca Paola Ferrari che, come stesso Daniela ammette nella sua Santanche Story pubblicata dal quotidiano il Foglio, pare sia risultata in un recente sondaggio “la giornalista tv più apprezzata dai camionisti: anche l’occhio vuole la sua parte”. Altro nome di spicco nel suo palmares di amicizie è tal Flavio Briatore, ormai uomo mitologico metà uomo e metà barca, con il quale ha messo insieme una piccola società che gestisce gli affari estivi di un piccolo locale sito in Sardegna, conosciuto come il Billionare. Entrambi hanno ricambiato la profonda stima e amicizia che Daniela Santanchè ha sempre profuso nei loro confronti dichiarando pubblicamente il loro appoggio e voto. Lei ricambia candidando il neo marito della Gregoraci alle prossime politiche.
Qualcuno potrebbe comunque travisare la vita di Daniela Santanchè, in quanto la leader del partito la Destra non è solo barche, borsette alla moda e profumi costosi, no, Daniela è molto di più.
Daniela è stata la prima donna relatrice di una Finanziaria e ora è anche la prima donna candidata premier al parlamento. Dichiara di trovarsi a sinistra di Rauti e alla destra di Fini, ama la fiamma e si rifà ai valori nazionali che hanno caratterizzato la storia del movimento sociale italiano.
Non vuole mischiarsi con coloro che fanno apprezzamenti al ventennio ma non né prende nemmeno le distanze, come hanno fatto recentemente quasi – ripeto quasi – tutti i leader della destra italiana.
Nelle ultime settimane la vediamo spesso nei diversi salotti televisivi a battagliare contro quelli che vogliono la solita politica e che si somigliano tutti. Come ha fatto ieri ad Anno Zero attaccando il malgoverno Prodi e l’ex magistrato Antonio di Pietro, esaltando l’atto di quei bravi ragazzi della base del suo partito che all’urlo di mutuo sociale per tutti hanno distrutto la bolla nella quale doveva cominciare il Grande Fratello e bisbigliando qualcosa su dei fantomatici termo-convertitori, tuttora non ancora pervenuti e sconosciuti agli esperti della raccolta e del riciclaggio dei rifiuti.
Daniela Santanchè è dunque in frenetica attività e pronta per superare quel 4% che le permetterà di ritornare al parlamento, sa di dover combattere duramente e al grido di “Boia chi molla” va dritto per la sua strada. Sa di essere espressione di una parte dell’Italia, seppur piccola, ma comunque sempre rappresentabile e ancor di più sa di avere le carte in regola, almeno a parole, per dare del filo da torcere ai suoi avversari.
Democraticamente, le facciamo un grosso in bocca al lupo e, se proprio dovesse andare male, c’è sempre la possibilità di organizzare una bella festa su un grosso barcone al largo della Costa Smeralda, almeno lì nessuno potrà replicare additandoti come frivola e incompetente per un posto in parlamento.