Test medicina, utilizzate apparecchiature speciali per scovare “furbetti” che volevano copiare

Test medicina, utilizzate apparecchiature speciali per scovare “furbetti” che volevano copiare

Due giornate che hanno visto impegnata la Polizia di Stato nell’assicurare il regolare svolgimento delle prove di ammissione ai corsi di laurea in Medicina e nelle professioni sanitarie presso la Seconda Università di Napoli.

Gli uomini del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni “Campania” hanno garantito la sorveglianza tecnica durante lo svolgimento dei test di ammissione, attraverso l’impiego di apparecchiature per la misurazione di campi elettromagnetici e per l’analisi di spettro delle radiofrequenze, allo scopo di verificare eventuali indebiti utilizzi di dispositivi elettronici da parte dei candidati.

Il lavoro svolto dalla Polizia di Stato ha così consentito ai futuri medici e sanitari di poter fronteggiare le difficili prove concorsuali che li vedevano impegnati, nel giusto clima di serenità e di correttezza, non essendosi rilevata alcuna anomalia.

E’ andata peggio a 103 aspiranti avvocati che nel dicembre 2012 avevano tentato di superare fraudolentemente gli esami per l’abilitazione all’esercizio della professione forense e per i quali, a luglio di quest’anno la Procura della Repubblica di Lecce ha chiesto i decreti penali di condanna.

All’epoca dei fatti, la commissione esaminatrice della Corte d’Appello di Catania segnalò immediatamente alla Procura leccese che tra gli elaborati c’era un po’ di tutto: elaborati redatti utilizzando materiali già pubblicati e disponibili su Internet ed elaborati copiati integralmente dalla Rete; in altri casi ancora i candidati avevano redatto elaborati originali, tuttavia identici a quelli presentati da altri.

Tutti i testi sospetti erano stati annullati e le indagini affidate alla Polizia di Stato.

Gli specialisti della Postale, per ogni candidato, sono riusciti a ricostruire, grazie alle analisi tecniche, le singole responsabilità.

Anche in occasione del Gran Premio di Formula Uno svoltosi sul circuito di Monza i primi di settembre, è stato garantito il regolare svolgimento della gara attraverso la collaborazione tra la Polizia di Stato e gli Ispettorati per le Comunicazioni del Ministero per lo Sviluppo Economico.