Giovane morto nella discoteca Ciclope, il padre di Crescenzo della Ragione: “Lasciati soli dalle istituzioni”

Giovane morto nella discoteca Ciclope, il padre di Crescenzo della Ragione: “Lasciati soli dalle istituzioni”

Un messaggio, uno sfogo dove il papà di Crescenzo Della Ragione ringrazia chi gli è stato vicino in questi momenti di dolore. Ma ci sono anche delle accuse contro chi, invece, non ha rispettato la morte del figlio, come la discoteca Ciclope dove il giovane è stato colpito e ucciso da un sasso caduto dalla montagna.

Ecco cosa ha scritto il padre di Crescenzo della Ragione su Facebook:

“Ciao, sono il papà di Crescenzo, vorrei approfittare della rete per rendervi partecipe di alcune mie considerazioni e per formulare alcuni ringraziamenti dopo la scomparsa del mio adorato Crescenzo o Cre. I ringraziamenti sono per quelle persone che mi sono state vicine, anche con un piccolo gesto, e che mi hanno dato sollievo nell’immane perdita; è ovvio che l’ ordine non è dato da fattori d’importanza o da classifiche, ma solo dai vari “flash emozionali” della mia mente, che hanno caratterizzato e che caratterizzano questi miei giorni.
Grazie a tutti i familiari di Crescenzo, ai suoi e ai miei amici, tutti accomunati nel suo nome.
Grazie ai miei colleghi, in ogni istante presenti non solo moralmente ed emotivamente, ma anche fisicamente.
Grazie a Tommaso Carannante, titolare delle pompe funebri, che di fronte alla tragedia di un suo concittadino, ha offerto le onoranze dichiarando che :un funerale in più o in meno non gli cambiava la vita!
Un sentito ringraziamento va alla comunità di volontari di Varcaturo e alle due parrocchie di Lago Patria e Varcaturo, che hanno organizzato sia la veglia, la funzione che il corteo funebre.
Come un grazie va al Vescovo di Aversa per la sua presenza e per le sue sentite parole.
Grazie al centro Caritas di Valle Del Gaudino, che nei giorni della disgrazia, sono stati vicino alla mamma di Crescenzo, offrendogli vitto, alloggio ma soprattutto tanto calore ed umanità.
Grazie al Comando Accademia Aeronautica per la loro sentita e rispettosa partecipazione, unica presenza “istituzionale” nei banchi riservati “alle autorità” in Chiesa.
Invece a queste “assenze istituzionali” non posso dare il mio grazie…sono stati solo coerenti con le loro assenze, sia nelle prime ore del tragico evento, che al mio arrivo a Varcaturo. Mai visto in ospedale il Sindaco di Camerota o un suo delegato, almeno per dare un segno di solidarietà “sua” e della “sua” città…siamo stati lasciati soli con il nostro dolore, dovendoci preoccupare persino per un bicchiere d’acqua. Ho visto poi, che erano stati occupati a concedere interviste televisive piene di ipocrisie e falsità.
Colgo l’occasione per ringraziare Don Gianni di Marina di Camerota che, avendo notato quanto sopra, ha bandito dalle cerimonie religiose queste “presenze istituzionali”.
L’unico “politico” che sento il dovere di ringraziare è il Sindaco della mia natia Bacoli: Josi Della Ragione (neanche lontanamente mio parente), che con rara sensibilità, mi è stato vicino, trovandomelo al cimitero alle ore 14:00 di ferragosto! Bell’esempio di primo cittadino di una comunità…e soprattutto da un giovane di 28 anni.
Come non posso ringraziare i gestori della discoteca “Il Ciclope”, anche loro troppo impegnati ad oscurare il loro profilo, che non hanno avuto il tempo di esprimere il loro cordoglio e la loro solidarietà. A loro non va il mio grazie, mentre va di diritto al D.J. Dave Clarke che, dovendosi esibire qualche giorno dopo per conto dei gestori de “Il Ciclope” in quella zona, ha rinunziato alla serata in segno di lutto e rispetto della memoria di Crescenzo, segno che il Dio denaro non è poi adorato da tutti.
Mi scuso se dimentico qualcuno, ma il mio cuore e quello di Crescenzo è con quelli che ci sono stati vicino…chi non lo ha fatto vivrà con un eterno macigno sulla coscienza, più grande e pesante di quello che ha colpito mio figlio.
A tutti ripeto… Grazie! anche a nome di Crescenzo; A lui lo avete onorato, a me fatto sentire meno solo e dato una ragione in più di vita…vita che vivrò portando sempre mio figlio con me e in me”.

ANTONIO DELLA RAGIONE