Distributore di carburante abbandonato diventato discarica di rifiuti: vandalizzato e rubati anche le grate in ghisa. VIDEO

Distributore di carburante abbandonato diventato discarica di rifiuti: vandalizzato e rubati anche le grate in ghisa. VIDEO

Se qualcuno arriva da altre città, all’uscita Giugliano-Parete dell’asse mediano, provenendo da Lago Patria, c’è un distributore di carburanti. Fin qui nulla di anormale, ma a Giugliano, l’anormalità è di casa.

Una volta entrati nell’area di servizio abbandonata risalta agli occhi uno scenario devastante. Un vero e proprio tappeto di rifiuti. C’è di tutto. Taniche abbandonate, sacchetti neri che chissà cosa contengono e addirittura dei materassi arrotolati.

Poi, tanto per non uscire fuori tema, a mettere il tutto a soqquadro ci hanno pensato loro. Una vera e propria squadra tra teppisti e ladri. C’è chi si è occupato di smontare tutto quello che era ‘riciclabile’ sul mercato nero, chi, invece, si è divertito a devastare quello che fino a qualche anno fa era una fiorente area di servizio.

Poi, nella stessa squadra, ci sono gli ‘addetti’ ai tombini: hanno rigorosamente asportato i coperchi dei pozzi: al loro posto non c’è nulla, e chi malauguratamente ci finisce dentro potrebbe seriamente farsi male.

Dove un tempo c’erano le colonnine per effettuare rifornimento ora ci sono solo rifiuti e quello che resta dei distributori. Il tutto sotto al sole, una sorta di vera e propria discarica sotto casa. Siamo a meno di due chilometri dal centro, e il distributore è l’allegro biglietto da visita della città.

Chi viene da altrove e vede lo scempio capisce di essere entrato nel regno della Terra dei Fuochi. Ma non finisce qui. Passeggiando in via Epitaffio scorge, sul ciglio della strada, un divano.

Sono le quattro del pomeriggio e un centinaio di metri più in la, davanti alla centrale dell’Enel, i soliti sacchetti dei rifiuti e perfino un materasso, ma non quello normale, un due piazze. Insomma, che dire, Giugliano non volta le spalle ai rifiuti, anzi c’è qualcuno che li accumula per non dimenticare le sue origini.