Forse il caldo la causa dell’esplosione. Botti custoditi pure sotto terra. 

A terra ci sono petardi inesplosi e tra la nebbiolina, che altro non è che fumo residuo del dopo esplosione, si intravedono i resa dei depositi distrutti dalla deflagrazione. La zona è quella di località Pantano, dove sabato sera intomo alle 21 è andato distrutto parte di un deposito di una fabbrica di fuochi d’artificio. Per tutta la notte, a tenere sotto controllo la zona, ci sono stati gli agenti del Commissariato di polizia di Giugliano, diretti dal primo dirigente Pasquale Trocino, insieme a tré squadre dei vigili del fuoco: erano pronti ad entrare in azione se ci fossero state altre esplosioni. Hanno dovuto attenderel’alba per poter accedere all’intemo del terreno dove è ubicata la fabbrica, di proprietà dei Liccardo di Mugnano. Ad esplodere oltre 450 chilogrammi di polvere da sparo stipata in un deposito sottoposto a sequestro dai carabinieri qualche tempo fa. Tra le possibili cause del rogo non si esclude che sia stato il forte caldo ad aver scatenato la scintilla oppure le sterpaglie andate a fuoco per autocombustione. Ma gli inquirenti, per ora, non si sbilanciano, Quello che ha scosso gli investigatori è stato il secondo boato: proprio mentre polizia e vigili del fuoco erano intenti ad operare sabato sera all’intemo della fabbrica, rischiando addirittura la vita. Un’auto della polizia ha riportato dei danni: ma ieri mattina, gli stessi agenti hanno scoperto che alcuni depositi erano sottostanti al terreno, ciò significa che nell’oscurità della notte ci avevano camminato sopra, ignari del pericolo che solo per un caso fortuito non ha scatenato un dramma. Il boato è stato avvertito anche sull’isola di Ischia, dove il sismografo ha registrato l’onda d’urto come se fosse un terremoto. Ieri mattina, gli artificieri della polizia e dei vigili del fuoco hanno controllato palmo a palmo l’intera area. Sono stati messi in sicurezza i depositi dove c’erano mortai e polvere da sparo, quintali di materiali pirici che se fossero esplosi avrebbero creato danni irreparabili. Danni anche ad una struttura alberghiera vicina: alcune vetrate sono andate in frantumi e qualche auto è stata danneggiata dall’onda d’urto. La potenza esplosiva ha portato con sé detriti e altro. Sabato sera, sul luogo della deflagrazione, avevano effettuato un sopralluogo anche gli operatori del Nbcr (Nucleo biologico, chimico e radioattivo) dei vigili del fuoco. Lo scorso maggio, a meno di tré chilometri, una strage dopo l’esplosione della fabbrica di fuochi di proprietà degli Schiattarella di Mugnano. Undici anni fa, sempre in zona, la morte di cinque persone. «Queste tragedie evitate ci dovrebbero ricondurre a considerazioni serie. Giocarsi la vita per regalare ad altri emozioni come le regala la pirotecnica è roba da uomini conla U maiuscola. E guai se ci convinciamo che certe cose si fanno solo per soldi. Chi fa quel mestiere lo fa perché senza non può stare. Il massimo rispetto per ogni pirotecnico sono il miglior omaggio che noi appassionati possiamo tributare a chi fa questo mestiere» spiega una persona che conosce i gestori della fabbrica.