Città metropolitana, gli “assessori” sono tutti “napoletani”. A bocca asciutta i 91 comuni della provincia. Insorgono Pd e Fi

Il sindaco De Magistris senza pensarci due volte ha nominato cinque “assessori” per la città metropolitana. I prescelti sono tutti “napoletani” lasciando a bocca asciutta la provincia. Ecco la cronaca dei fatti e lo scontro tra il sindaco arancione e Pd e Fi. 

Questa mattina il sindaco metropolitano di Napoli, Luigi de Magistris, ha consegnato i decreti con i quali procede all’assegnazione a cinque consiglieri delle prime deleghe funzionali per allargare la squadra e aiutare il lavoro quotidiano di gestione di un territorio enorme con tante problematiche e tante potenzialità. 
I CINQUE NUOVI DELEGATI. Accanto al vice sindaco, Elena Coccia, ci sono, Salvatore Pace, che si occuperà di Edilizia e Programmazione scolastica; Gaetano Trocone, con delega in materia di Pianificazione Territoriale e Urbanistica; David Lebro avrà funzioni in materia di Lavori pubblici, Infrastrutture, Difesa del Territorio, e Patrimonio; Elpidio Capasso, che riceve la delega in materia di Bilancio, Finanza locale, e Società partecipate; Carmine Attanasio, con delega al Turismo.
BARRICATE DI FORZA ITALIA. “Non era mai accaduto che cinque assessori su cinque fossero tutti della Città di Napoli e tutti e cinque di un solo partito. Nelle nomine dei neo assessori della Città Metropolitana di Napoli non c’è dunque nessuno dei 91 Comuni della provincia, né Portici, né Torre del Greco o Giugliano, per citarne alcuni, così come non c’è stata, né evidentemente ci sarà più, alcuna interlocuzione coi sindaci, vuoi del Pd o di Forza Italia, dei Comuni del Napoletano, oggi tutti politicamente messi fuori gioco da de Magistris. C’è solo lo smodato avvio della campagna elettorale per la corsa a Palazzo San Giacomo, il tentativo di rafforzare una malferma maggioranza utilizzando le poltrone per la gestione nella Città Metropolitana”. Lo afferma l’onorevole Paolo Russo, Coordinatore di Forza Italia della Grande Città di Napoli. “Si tratta di scelte gravissime che mortificano le sensibilità e le competenze di una intera provincia, – rimarca l’ex presidente della Provincia di Napoli ed attuale capogruppo di Forza Italia alla città metropolitana di Napoli, Antonio Pentangelo – e che rappresentano un vero e proprio schiaffo ad una istituzione peraltro informata solo giorni dopo e attraverso i social. Dal Pd, il cui silenzio è quanto meno assordante – conclude Pentangelo – ci attendiamo un sussulto di orgoglio e non un complice silenzio volto a coprire l’ennesima operazione strapuntino”.
CRITICO ANCHE IL PD. “Esprimiamo un giudizio fortemente critico sulla decisione di De Magistris di attribuire in modo parziale ed estemporaneo le deleghe ad alcuni consiglieri metropolitani”. E’ la denuncia di Venanzio Carpentieri, segretario del partito democratico metropolitano di Napoli e Luca Mascolo, caporuppo PD Città metropolitana di Napoli. “In maniera unilaterale e senza alcun preventivo confronto politico – hanno affermato i democrat – il sindaco opta per soluzioni che appaiono piu’ dettate dall’esigenza di puntellare l’esigua maggioranza al Comune di Napoli che non dalla volontà di assicurare piena funzionalità all’Ente il cui statuto è stato da pochi giorni approvato. Un documento nel quale come PD siamo riusciti a far recepire le nostre qualificanti proposte, che mira a fare del nuovo Ente un punto di riferimento nel panorama istituzionale locale e non”. Per Carpentieri e Mascolo: “Il metodo che sta adottando De Magistris rischia di svilire l’opera fin qui compiuta e lo stesso lavoro svolto con approccio unanime dal consiglio metropolitano. Rileviamo, infatti, nelle scelte di queste ore, una evidente mancanza di sensibilità politica e riteniamo non sia questo il modo per poter governare una istituzione che continuiamo a ritenere potenzialmente di grande importanza per la comunità di Napoli e per l’intera sua provincia.”